Le vittime del Salva banche di nuovo in piazza: “Governo e Bankitalia complici”

Tornano a protestare i piccoli risparmiatori che hanno perso i loro soldi con il salvataggio di Banca Marche, Banca Etruria, Cassa di risparmio di Ferrara e Cassa di risparmio della provincia di Chieti. Lo faranno di nuovo lunedì 28 con un presidio davanti alla sede di Banca Etruria ad Arezzo. Nel mirino delle vittime del decreto salva-banche c’è prima di tutto la vecchia Banca dell’Etruria colpevole, a loro avviso, di aver “truffato” i clienti, ma anche la  Nuova Banca Etruria ritenuta “indolente” nel trovare una soluzione per le “vittime”.

Le vittime del Salva banche se la prendono inoltre con governo, Bankitalia Consob queste ultime “complici per non aver vigilato e attivato le procedure necessarie per evitare questa colossale truffa”. Si invocano misure straordinarie per risarcire chi è stato “truffato”. Nell’azzeramento di obbligazioni e azioni sono coinvolte 130 mila persone. E si giudica insufficiente il Fondo di solidarietà da 100 milioni di euro: c’è chi sottolinea che per dare un ristoro ai risparmiatori privati, e non quelli istituzionali, ci vorrebbero almeno altri 270 milioni di euro e si attende di vedere se il decreto di attuazione del Fondo a gennaio potrà lasciare aperto qualche spiraglio.

Ma chi intenderà avviare azioni per un risarcimento del danno subito dovrà fare i conti con le vecchie banche e quel management. “In linea con la direttiva europea del Bail-In e con la norma italiana di recepimento, la Nuove Banche non sono titolare ad attivare nuove azioni di responsabilità e al contempo non possono essere oggetto di azioni da parte dei precedenti azionisti ed obbligazionisti subordinati”, si legge in un comunicato stampa emesso alla vigilia di Natale dalle nuove quattro banche dopo la riunione, il giorno precedente, dei consigli d’amministrazione di Nuova Cassa di risparmio di Chieti, Nuova Cassa di risparmio di Ferrara, Nuova Banca popolare dell’Etruria e del Lazio e Nuova Banca delle Marche.  Sempre lunedi i, più o meno nelle stesse ore in cui le vittime del Salva banche protesteranno davanti a Banca Etruria ad Arezzo, a Roma, davanti al Consiglio superiore della magistratura, si terrà l’audizione del procuratore aretino Roberto Rossi che indaga sull’istituto di credito e che dal 2013 (ai tempi del governo Letta) è consulente dell’ufficio legislativo della presidenza del Consiglio, un incarico che scadrà alla fine dell’anno.