Lavori infiniti e costi raddoppiati: tutte le bugie di Renzi sulla Variante di Valico

“Grande emozione: finalmente si inaugura la variante di valico. Non ci credeva più nessuno, ma #italiariparte”. Con il solito tweet il presidente del consiglio Matteo Renzi s’è presentato all’inaugurazione della Variante di Valico, a undici anni di distanza dalla posa della prima pietra, operazione compiuta, all’epoca, dall’allora ministro di Rifondazione Nerio Nesi. In questi anni i costi sono raddoppiati, almeno a giudicare dalle parole degli stessi vertici di Autostrade: «Una lievitazione fisiologica del 60%», ha detto invece l’amministratore delegato Castellucci, oggi, davanti al premier, che parla di un consuntivo 4,1 miliardi di euro, con un incremento rispetto ai 2,5 miliardi previsti nel 1997, ma senza ricadute sul pedaggio. Ma solo qualche mese fa, in audizione in Parlamento, egli stesso parlava di raddoppio dei costi iniziali, fino a toccare i 7 miliardi di euro. Lavori che peraltro sono andati avanti negli anni sotto la supervisione di diversi governi, da Prodi a Berlusconi, fino a quelli di Monti e Letta. Ma il merito, alla fine, se l’è preso l’ultimo arrivato, Renzi, che non s’è perso la solita passerella.

La Variante dai costi variabili…

La Variante di Valico è un tratto autostradale compreso tra Barberino di Mugello e Sasso Marconi (più 4,1 km fino a Casalecchio ) con lunghezza complessiva di 65,8 km. Nel 1996 il Governo Prodi I si impegnò per la realizzazione della variante di valico definendola come un’opera prioritaria. Il ministro delle Infrastrutture Antonio Di Pietro diede il via al lungo e complesso iter autorizzativo, ambientale e urbanistico che avrebbe portato alla partenza dei lavori per la realizzazione della variante. Nel 1997 il gruppo Autostrade S.p.A. e l’Anas firmano la nuova convenzione, con la quale viene estesa la concessione autostradale dal 2018 al 2038 e viene assunto l’impegno di migliorare la percorribilità autostradale tra Firenze e Bologna con la costruzione di una nuova autostrada, più moderna ed efficiente, denominata variante di valico. I problemi imposti dalla legge 492 del 1975 furono superati definitivamente con l’approvazione della legge 443 del 2001 (governo Berlusconi II), con il via libera alla progettazione da parte del ministro Lunardi. Il tracciato attraversa due regioni (per 43,181 km in Emilia Romagna e per 14,993 km in Toscana) e si compone di 45 opere principali di cui 23 viadotti (per uno sviluppo totale di 10,4 km) e 22 gallerie (per un totale di 29,273 km). Dall’apertura del tratto di variante, la quasi totalità del mezzi ha scelto il nuovo percorso, con un risparmio dei tempi stimato in circa 20 minuti, nonostante l’elevato flusso di traffico che si è creato.

La bugie di Renzi sulla Variante di Valico

Nella sua passerella a Castiglione dei Pepoli, il premier si è ben guardato dal ringraziare i governi e i ministri precedenti, anzi, s’è preso, come al solito, tutti i meriti. «L’8 novembre di un anno fa – ha ricordato Renzi – quando si disse che entro un anno avremmo inaugurato quest’opera, fummo accolti con disillusione, come quando dicevamo che avremmo fatto l’Expo e che sarebbe stato un successo. Il 2015 si chiude con l’inaugurazione della variante, con il successo dell’Expo, con l’occupazione che torna a crescere. Le promesse si rispettano e le tasse scendono perché se l’Italia fa l’Italia non ce n’è per nessuno, se facciamo quello che dobbiamo fare siamo il paese più all’avanguardia, più innovativo, più attraente». E chi più ne ha più ne prometta.