La sapete l’ultima? Per la Pinotti quelli dell’Isis sono fascisti

Il ministro della Difesa Roberta Pinotti ha perso una buona occasione per tacere e, prendendo a prestito un’infelice  affermazione di un politico britannico, con sprezzo del ridicolo ha fatto sua in maniera ancora più infelice un’equazione che grida vendetta.  «Il ministro degli Esteri ombra britannico, Hilary Benn, ha detto che quelli di Isis sono fascisti. Sì sono fascisti – ripete a pappagallo la Pinotti – perché pensano che chi è diverso da loro deve essere schiacciato»,  ha detto durante un incontro pubblico del Pd genovese. A parte lo sconcertante semplicismo storico e culturale, è agghiacciante il solo pensiero che siamo nelle mani di ministri come la Pinotti in un momento in cui servirebbe tutt’altro, ossia prendere decisioni con serietà e chiarezza degli obiettivi. Invece, paga di questo parallelismo spericolato e fuori dalla verità storica, il ministro pensa evidentemente di assolvere se stessa e il suo governo per la figura barbina che in sede internazionale sta facendo l’Italia in un momento in cui andrebbero prese posizioni e non cantonate.

L’imbarazzante Pinotti

Ormai le parole vengono usurpate e abusate senza ritegno, soprattutto quando non se ne conosce il significato. La paura di chiamare i fenomeni con il loro vero nome, prendendo a prestito termini storici che nulla hanno a che vedere con la realtà, è un’altra delle conseguenze che porta ad affermazioni imbarazzanti come quella della Pinotti. Il timore di parlare con chiarezza di “terrorismo islamico”, di un problema all’interno dell’Islam, porta ad usare termini che vanno bene nei talk show, nel cazzeggio quotidiano. Intervistato sui alcuni siti on line sull’equazione Isis-fascismo, anche il filosofo Massimo Cacciari prima inorridisce poi ride: «Cosa c’entrano Hitler o Mussolini? Quelli erano fenomeni occidentali, sono situazioni completamente diverse, fenomeni storicamente incomparabili. Ormai le parole sono usate a vanvera, il linguaggio è completamente usurato, è un mucchio di rottami, impera la demagogia delle chiacchiere. Si è dimenticato il rigore dei propri idiomi». E questo, purtroppo è il segno della decadenza dell’Occidente, la sconfitta vera è proprio sul piano culturale. La Pinotti ha fatto centro, ci ha convinto pienamente di questo.