Isis, siriano fermato per terrorismo a Ragusa: era arrivato su un barcone

«Allah è grande, ma l’Isis lo è di più». È uno dei messaggi trovati sul cellulare di un ventenne siriano fermato dalla polizia di Ragusa perché sospettato di essere un terrorista legato al Califfato. Il giovane era sbarcato a Pozzallo il 4 dicembre.

Il compiacimento (fuori luogo) di Alfano

Secondo il ministro dell’Interno Angelino Alfano il fermo del ventenne, sul quale è stato aperto un fascicolo a Catania, è «frutto di un’operazione di controllo del territorio che ha funzionato». «È un lavoro che per noi non ammette sosta», ha aggiunto il titolare del Viminale. Non v’è dubbio però che la vicenda rappresenti anche la conferma del fatto che gli sbarchi siano un canale di accesso all’Italia per i terroristi e del fatto che esista un rischio concreto che gli uomini dell’Isis possano sfuggire alle maglie dei controlli.

Il siriano sospettato di terrorismo era sbarcato a Pozzallo

Il siriano era sbarcato a Pozzallo assieme ad altri 523 immigranti soccorsi dalla nave Bourbon Argos. A far scattare le indagini sarebbero stati i controlli avviati dalla squadra mobile di Ragusa e poi passate non solo alla Digos, ma anche alla polizia postale di Catania. Determinanti per il fermo, infatti, sono state le analisi del cellulare del sospettato, in cui sono stati trovati video e immagini confluiti nell’inchiesta.