Isis, offensiva russa in Siria: 23 i raid contro i jihadisti nelle ultime ore

Terrorismo jihadista, la macchina dell’orrore non ammette tregua e non conosce confini: così, mentre la 5a camera penale del Tribunale di primo grado di Tunisi, specializzata in reati di terrorismo, condannava uno studente tunisino per aver combattuto in Siria tra le fila dell’organizzazione terroristica Jabhat Al-Nosra, contro l’esercito del presidente siriano Assad, in India tre studenti di Hyderabad, nello Stato indiano dell‘Andhra Pradesh, venivano arrestati all’aeroporto di Nagpur, nel Maharashtra, mentre stavano per raggiungere le file dell’Isis in Afghanistan.

Da Internet alla trincea: la macchina da guerra dell’Isis

Una macchina da guerra, quella dell’Isis, che semina morte e terrore nel mondo, e che registra continuamente arruolamenti di jihadisti del terrore su scala planetaria. Un esercito internazionale di affiliati jihadisti e di mercenari senza bandiera, che l’Isis recluta grazie ad una strategia multiforme che unisce alla propaganda in Rete, operazioni di indottrinamento e di affiliazione sul campo (e nelle moschee). E allora, tanto per rimanere all’ultimo caso “indiano”, congelato prima di poter entrare nel vivo della vicenda con gli studenti fermati pochi istanti prima di prendere un aereo per Srinagar, al confine con il Pakistan, non si può non menzionare la vicenda di qualche giorno fa, che ha visto protagonista una ragazza di 16 anni di Pune, fermata mentre pianificava di unirsi all’Isis, a cui si era avvicinata attraverso internet appena quattro mesi prima. L’adolescente era gradualmente entrata in contatto con una persona dello Sri Lanka e con altri individui di diversi Paesi, sui social network e per email. Il gruppo di jihadisti era alla fine riuscito a convincerla a raggiungerlo in Siria il prossimo anno. Tornando alla Tunisia, invece, uno dei paesi più colpiti dal terrorismo jihadista, va sottolineato come stime recenti indichino nella cifra di circa 600 jihadisti i tunisini rientrati dalle zone di conflitto in Siria, Libia ed Iraq, alcuni dei quali già condannati dalla giustizia tunisina, altri invece solo sottoposti a stretta sorveglianza da parte delle forze dell’ordine. Ad affermarlo il portavoce del ministero del’Interno, Walid Louguini, il quale ha in questi giorni stimato in oltre 3000 giovani tunisini il numero dei ragazzi andati a combattere per conto di organizzazioni terroristiche nelle zone del Jihad.

La controffensiva russa e i raid a Raqqa

Intanto, la controffensiva bellica va avanti, specie per mano russa. E così, notizie dell’ultim’ora segnalano la morte di cinque miliziani dell’Isis in un raid aereo che ha colpito una chiesa a Raqqa, in Siria, usata come base dallo Stato islamico. Lo riferisce l’Osservatorio nazionale per i diritti umani (Ondus). L’ong non precisa di che Paese fossero gli aerei che hanno compiuto l’attacco ma, contestualmente a questa notizia emerge che a Palmira, invece, dove sorge uno dei siti archeologici più importanti al mondo e dal maggio scorso nelle mani dell’Isis, l’aviazione russa ha compiuto nelle ultime ore 23 raid e ha lanciato 15 missili Grad contro i jihadisti. E la guerra ai jihadisti del terrore continua, con la controffensiva militare al momento soprattutto nelle mani dell’aviazione russa.