Isis, gli Usa a corto di bombe: 20mila sganciate. E il Califfo è ancora lì

Tanta potenza sprecata. Le forze armate Usa sono a corto di bombe da lanciare contro l’Isis. Secondo quanto riferiscono i media americani, nella campagna di bombardamenti che va avanti da 15 mesi sono stati sparati 20 mila tra missili e bombe e ora la fornitura è notevolmente ridotta. “Stiamo spendendo munizioni più velocemente di quanto possiamo rifornirci”, ha detto il generale Mark Welsh, capo di stato maggiore dell’aeronautica. “Abbiamo bisogno di finanziamenti per garantire la nostra preparazione a una lunga battaglia. Si tratta di una necessità critica”, ha aggiunto. Ufficiali militari sostengono di avere munizioni a sufficienza al momento, ma prevedono una carenza e spingono per un piano di finanziamento a lungo termine per le esigenze future della guerra all’Isis. L’aeronautica ha chiesto fondi supplementari per i missili Hellfire e sta sviluppando piani per aumentare la produzione di armi e ricostituire le proprie scorte in modo più rapido. Ma tale operazione può impiegare “fino a quattro anni”, ha detto il generale Welsh.

Della due l’una: o gli americani tirano bombe a casaccio oppure il governo Usa è diventato spilorcio. La risposta più plausibile è che la campagna aerea di Washington è condotta senza convinzione. Diciamo anche che le concezioni strategiche americane, cioè il modo Usa  di concepire la guerra, non funziona (o funziona poco) con l’Isis. È difficile pensare che una guerra “asimmetrica” come quella condotta contro il Califfato nero possa esere vinta con il solo dispiegamento massiccio dei mezzi aerei e senza l’utilizzo qualitativo delle forze di terra. Questo tipo di guerra ha funzionato  a suo tempo con la Serbia di Milosevic: bastarono poche settimane di massicci bomardamamenti Nato sui punti strategici del Paese balacanico per costringere Belgrado alla resa. Ma con l’Isis di Al Baghdadi è tutta un’altra storia. Il suo “esercito” è composto da miliziani fanatici e non da svogliati uomini in uniforme ( Occorrerebbero in questi casi truppe fortemente specializzate e fortemente motivate. Ma è proprio questa assenza, oggi, il grande tallone d’Achille della coalizione inaternazionale contro l’Isis.