Isis, giustiziata una donna “colpevole” di aver allattato il figlio per strada

Una nuova testimonianza agghiacciante degli orrori commessi dall’Isis L’ennesima esecuzione. L’ennesima tragedia dettata da un principio folle. Una donna ammazzata, la sua colpa è di aver allattato il figlioletto. Ammazzata senza pietà, in pochi attimi. Trascinata via dal piccolo, accusata di aver fatto una cosa immorale. Non poteva allattare il figlio per strada, anche se seminascosta. Non poteva e non doveva, è un peccato mortale. È stata uccisa a Raqqa, in Siria, da altre donne, dalle miliziane dello Stato islamico facenti parti della brigata Al-Khansaa, un gruppo di integraliste che dicono di far rispettare purezza e decoro nelle vie della città.

Isis,  un’esecuzione crudele e assurda

A raccontare la vicenda è stata Aisha, ex residente nella cosiddetta capitale dell’Isis che è riuscita a fuggire in Siria. In base al suo racconto, la madre si era riparata sotto un albero per allattare il figlio che continuava a piangere. Non è bastato che coprisse il piccolo sotto il velo integrale. È stata notata infatti da una delle miliziane che le ha strappato di mano il neonato consegnandolo a un’altra jihadista e ha freddato la donna. Non solo, utenti pro-Isis hanno diffuso sui social media i dettagli di questa “punizione”, affermando che la madre era stata mutilata prima di venir uccisa.