Il web contro la consigliera grillina che si fa portare la spesa dal dipendente

Consigliera comunale grillina nella bufera: la vicenda di  Agata Montesanto, sorpresa dal vice sinadaco leghista mentre si fa consegnare la spesa fatta da un dipendente del comune che al momento degli acquisiti “personali” risultava in servizio, getta nello sconforto il piccolo centro di Mascalucia alle pendici dell’Etna, dove ora la polemica infiamma nelle aule consiliari, tracimando sul web. Non solo: quanto accaduto assesta un duro colpo all’immagine integerrima da indefessi moralizzatori divulgata a suon di crociate parlamentari e invettive mediatiche dai pentastellati, in diverse occasioni smentiti sul campo da casi come quello in questione, riportato dai principali media nei giorni scorsi, e che sta letteralmente scatenando un putiferio in Rete, sui social specialmente.

La spesa “sul lavoro” della consigliera grillina

La vicenda si riassume in poche battute e rimanda a quanto già accaduto negli anni con frotte di impiegati ministeriali beccati con le buste della spesa durante le ore di lavoro, e puniti dopo anni di silenzio da una severa stretta sui controlli attivata anche con tornelli e badges. Un de ja vu che si credeva  superato e archiviato nelle teche della memoria non proprio lusinghiera di certi comportamenti, e che invece torna d’attualità, e proprio nelle “alte sfere”. E allora, la domanda sul web sorge spontanea: chi controlla il controllore, si chiedono gli internauti specie su Facebook? In tutto ciò, poi, al danno si aggiunge anche la beffa: dopo essere stata “beccata” a farsi portare la spesa dal dipendente in servizio infatti, la Montesanto ha pensato bene di giustificarsi annoverando quanto avvenuto come un «gesto di gentilezza» da ascrivere alla disponibilità del collaboratore. Un «gesto di gentilezza», tralascia di dire la consigliera grillina e ricordato invece dal vicesindaco Fabio Cantarella, «pagato» – loro malgrado – «dai cittadini di Mascalucia».

Agata Montesanto e l’endorsment di Grillo

E pensare che per l’endorsement della Montesanto si era scomodato addirittura il numero uno del movimento cinque stelle, Beppe Grillo, piombato a Catania al momento della sua candidatura a sindaco del comune etneo, e protagonista di una delle sue più scatenate performance sul palco in un comizio organizzato a sostegno dell’agguerrita attivista, evidentemente una delle punte di diamante della scuderia grillina in quanto a spendibilità politica e d’immagine. Almeno fino a qualche giorno fa, prima della “spesa galeotta”…