Gli amici di Verdini in lacrime per Bondi: «Non andar via, resta con noi»

Quelle parole («Berlusconi potrebbe essere paragonato al Conte Ugolino che nella Divina Commedia divora il cranio dei suoi figli») hanno provocato una reazione forte. Perché a pronunciarle è stato Sandro Bondi e non un Travaglio o un Santoro, tanto per citare qualche “nemico” storico del Cavaliere. E neppure una Dandini o una Guzzanti, che utilizzano la satira per colpire chi non è dalla loro parte.

 In lacrime per Bondi, sceneggiata senza fine

Le reazioni sono state forti. Contro l’ex fedelissimo del Cav passato sull’altra sponda è stato detto di tutto, critiche pesanti e ironia: «A Bondi», ha detto l’azzurro Paolo Romani, «vorrei consigliare – oltre a una lettura più attenta del Giuda di Amos Oz che non è certo una rivalutazione né un’esaltazione di colui che ha rappresentato nella storia il “traditore” per antonomasia – soprattutto un’analisi meno emotiva e irrazionale che lo porti a non accostare indecorosamente uno sfogo personale alla storia che appartiene al nostro Paese». E Simone Baldelli ha invece colpito con un montante: «Bondi scriveva “A Silvio”, oggi aggiunge due righe: “Vita rinnegata, Vita ingrata”. Presto ci aspettiamo “A Matteo”». Ma ecco che arriva il salvagente, gettato tra lacrime di commozione da Ignazio Abrignani, uno degli ex passati con Verdini: «Il travaglio interiore di un uomo che ha sempre avuto nei confronti della politica un approccio ideale e di grande sacrificio anche individuale merita rispetto e dunque trovo esagerati gli attacchi a mezzo stampa che vengono rivolti a Sandro Bondi», ha detto. «All’amico Sandro mi sento in tutta onestà di dire: non abbandonare la via che hai scelto e intrapreso con tanta determinazione e con tanto slancio. Non lasciare la politica. Ritrova con noi la motivazione ideale e la giusta energia per dare idee e contributi fattivi a migliorare le cose e riformare questo Paese: non ritirarti Sandro, scendi in campo un’altra volta. I progetti che ci attendono hanno bisogno della tua onesta’ e della tua intelligenza».

Durissimo il commento di Maurizio Gasparri: «Il vaniloquio di Bondi forse non meriterebbe neanche un commento. Quel che si può dire è che, quantomeno, è una persona non solo ingrata ma anche dai riflessi molto lenti. Si è accorto di tutta questa “mostruosità” di Berlusconi, dopo aver accettato da lui la designazione a far parte del Parlamento con liste bloccate, ad assumere la funzione di coordinatore di Forza Italia per lungo tempo, a far parte poi del vertice del Pdl diventando uno dei tre coordinatori del partito. Berlusconi lo ha poi nominato addirittura ministro dei beni culturali, dove la sua azione è stata di una evanescenza che tutti cercammo di negare per decenza».