Giubileo a rischio flop? La rivoluzione di Francesco passa per le Porte Sante

Giubileo pret à porter? Forse è un segno dei tempi anche questo. La rivoluzione “francescana” prevede, come è noto, l’apertura delle Porte Sante a tutte le latitudini del pianeta, con annesso fiume di polemiche. Così, a soli cinque giorni dall’avvio del Giubileo, sui media è scattato puntuale come una cambiale l’allarme da stadio vuoto, contestato dai beniamini di papa Bergoglio che chiedono di allargare la conta a tutto il territorio nazionale e di non limitarsi ai pellegrinaggi a San Pietro.

Allarme flop per il Giubileo

«In Vaticano solo un quinto dei fedeli rispetto all’Anno Santo del 2000», titola l’edizione romana di Repubblica. «Un milione e mezzo di pellegrini in 5 giorni ha attraversato la Porta Santa di San Pietro dall’inizio del Giubileo. Per far fronte alle richieste di fedeli che chiedono di confessarsi in aggiunta ai 40 confessionali collocati in Basilica, ne saranno installati altri dieci multilingue nel braccio di Carlo Magno…», peccato scrive Repubblica che sono numeri che non si riferiscono al Giubileo di papa Francesco ma a quello di quindici anni fa, “regnante” Giovanni Paolo II.

Sos attentati

Colpa del rischio attentati? Della secolarizzazione? Gli amanti delle statistiche devono aspettare, è presto fare i conti e, soprattutto, conteggiare il pellegrinaggio a San Pietro non è indicativo. Colpa allora della formula del papa venuto dalla fine del mondo che ha “spalmato” sul territorio i luoghi simbolo del Giubileo per sottrarre a Roma l’egemonia millenaria? È un bene? Un male? Non c’è dubbio che papa Bergoglio abbia impresso, anche in questo caso, una svolta originale (pauperista?, laica?, gesuita?) con il pallino del contagio orizzontale, persino delle Porte Sante. Alla fine si sono arresi anche in Vaticano: «No, no ho idea di quante siano le Porte Sante che saranno aperte nelle diocesi del mondo e non mi pare che ce l’abbia nessuno», ha detto con malcelato imbarazzo padre Federico Lombardi, direttore della Sala Stampa della Santa Sede.

Il giallo delle diocesi

Stessi sentimenti negli uffici di via della Conciliazione dove lo staff del Pontificio consiglio per la Nuova evangelizzazione guidato da monsignor Rino Fisichella coordina le operazioni del Giubileo. A 48 ore dalla scadenza del 13 dicembre, data prevista per l’inizio delle celebrazioni locali, sul planisfero delle porte Sante se ne contano 101. Ma è un numero improbabile: solo nelle 226 diocesi italiane ne erano attese oltre 400. E alla fine lungo la Penisola saranno molte di più. Oltre duemila in tutto il mondo. «È una situazione veramente nuova questa molteplicità delle porte, non abbiamo un precedente», ha commentato padre Lombardi, aggiungendo che si deve guardare alla «molteplicità e alle situazioni in cui vengono aperte, che indicano prossimità a periferie e poveri».

La Porta Santa per i detenuti

Sabato è stata inaugurata dal vescovo della diocesi di Velletri, Vincenzo Apicella, la Porta Santa della chiesetta interna al penitenziario, che è stata decorata e realizzata in pochi mesi, con materiale ecologico di scarto. Al carcere di Velletri la detenzione «diventa spesso utile e produttiva grazie ai lavori artistici svolti dai detenuti con il sostegno della direzione e degli agenti penitenziari», si legge nelle motivazioni. Il vescovo, durante la messa, ha avuto parole di elogio e apprezzamento per il lavoro svolto dai detenuti artisti e per gli agenti che «hanno seguito la splendida decorazione della porta in ferro blindato trasformata in Porta Sancta con tanto di colonne e arcata in stile romano».

Tronca e i cantieri

Francesco Paolo Tronca, commissario straordinario del Campidoglio, assicura che i cantieri del Giubileo saranno chiusi entro gennaio. Arrivato a Roma in un momento a dir poco delicato, tra Mafia Capitale e il Giubileo, Tronca se la cava con poche parole: «La città l’ho trovata bella come sempre e merita tutta l’attenzione delle istituzioni…». Poi spiega: «Al 1 novembre, quando io ho preso servizio, non era stato avviato alcuno dei 31 cantieri approvati nel piano per il Giubileo. Ad oggi siamo a 19 cantieri aperti su 31, e lunedì apre un altro lotto del lungotevere sulla riva destra, dopo i quattro già avviati questa settimana».