Gioventù nazionale in corteo a Firenze contro Renzi, marionetta delle banche

A casa del premier per tirargli le orecchie. Centinaia e centinaia di ragazzi di Gioventù nazionale, l’organizzazione under trenta di Fratelli d’Italia, sono scesi in piazza a Firenze contro il governo Renzi, mai come in queste ore sprofondato nelle sabbie mobili del trasformismo e dell’ipocrisia con il corto circuito sociale scaturito dal provvedimento “salvabanchieri”.

A Firenze contro Renzi

«Nella città dove ha mosso i primi passi politici la marionetta delle banche e dei poteri forti Renzi, abbiamo ribadito che questa generazione non arrende – ha dichiarato Marco Perissa, leader di Gioventù nazionale – slogan contro la “buona scuola”, che è l’ennesima presa in giro nei confronti degli studenti, contro il nuovo Isee, che uccide il merito e il diritto allo studio,  contro la mancanza di vere politiche sul lavoro, che condannano i nostri coetanei alla precarietà, alla disoccupazione o peggio alla fuga dall’Italia per trovare fortuna. Noi non ci stiamo.  Arrabbiati, liberi e fieri di sventolare le nostre bandiere, raccontiamo una generazione che si riappropria del futuro negato. «Con i piedi nel fango e lo sguardo rivolto alle stelle, lanciamo la nostra sfida», dicono i ragazzi arrivati da tutta Italia nel capoluogo toscano.

Gioventù nazionale non molla

L’obiettivo della grande mobilitazione popolare nella città di Dante è quello di lanciare un forte messaggio contro l’emergenza dell’immigrazione clandestina, gestita in modo fallimentare da una sinistra che ha aperto i confini dell’Italia con rischi enormi per il tessuto sociale, economico e culturale dell’Italia che, dopo gli attacchi di Parigi, deve confrontarsi con il pericolo del terrorismo. Lunga la lista degli errori dell’ex rottamatore ,inquilino abusivo di Palazzo Chigi. «Il pericolo dell’infiltrazione del fondamentalismo islamico, lo Ius soli e la cittadinanza rapida, le cooperative rosse che gestiscono il business milionario dell’accoglienza, lo sfruttamento della manodopera a basso costo, l’abbandono delle nostre periferie, l’assenza di un futuro per i nostri giovani, l’abolizione del reato di clandestinità, l’insicurezza e la criminalità – si legge in una nota di Gioventù nazionale – la subordinazione verso un’Europa che non tutela i nostri interessi, la concessione di diritti agli stranieri che i nostri connazionali si vedono negati, l’abusivismo e il degrado nei nostri centri storici, l’assenza di una politica estera di respiro mediterraneo e continentale sono solo alcuni dei problemi che, da italiani, abbiamo il dovere di affrontare e risolvere».

Casaggì: prima gli italiani

Violata la roccaforte di Renzi al grido di “Prima gli italiani”. «Una grande mobilitazione identitaria che ha centrato l’obiettivo: rappresentare il dissenso popolare e portarlo nelle strade, nella città del premier», spiegano i ragazzi di Casaggì Firenze (centro sociale di destra) che hanno sfilato per le vie di Firenze insieme a Gioventù nazionale. «Il riscatto dei tantissimi italiani che il buonismo ipocrita ha lasciato indietro: una maggioranza silenziosa e stanca, composta dai tanti lavoratori che mantengono in piedi questo sistema con le proprie tasse e si vedono scavalcati nelle graduatorie per le case popolari da chi è arrivato in Italia pochi mesi prima, dalle tante famiglie povere che si sacrificano silenziosamente per sbarcare il lunario, dai pensionati senza più una dignità, dai residenti di quelle periferie che stanno subendo la crisi economica e la violenza di un immigrazione incontrollata che viene pagata soltanto dagli ultimi». La marcia dei giovani di destra a Firenze è stata un messaggio chiaro al governo del “Boldrini-pensiero”.