Da gennaio più cari i biglietti aerei. Ogni 10 euro 7 sono per le tasse

Sempre più cari i biglietti aerei. Ad incidere sono soprattutto le tasse. Ogni dieci euro sborsati per il biglietto, sette se ne vanno per tasse di vario tipo. Si va dall’imposta per gli imbarchi all’addizionale per i Comuni, dal balzello per il sedime aeroportuale alla quota per i cassintegrati delle compagnie. Poi c’è l’Iva e il corrispettivo per la sicurezza, ossia quel che si spende per controllare passeggeri e bagaglio a mano, per passare la valigia ai raggi X. La tariffa, alla fine, è solo una parte esigua del tutto. Quel che è peggio, mentre gli altri Paesi euroepi cercano di ridurre le tariffe e contenere i prezzi, da noi, in Italia, su fa il contrario Dal 1 gennaio si pagherà di più. Il Codacons va all’attacco e definisce “intollerabile” l’aumento dell’addizionale comunale sui diritti d’imbarco dei passeggeri sugli aerei, che “comporterà a partire dall’1 gennaio 2016 pesanti rincari per i viaggiatori”. “A partire dal prossimo anno grazie a un decreto interministeriale Lavoro-Economia-Trasporti datato 29 ottobre –  spiega il Codacons – chi si imbarcherà su un aereo, ad eccezione delle destinazioni nazionali, dovrà pagare una tassa da 9 euro a biglietto, che sale a 10 euro nel caso in cui si parta da un aeroporto romano (Ciampino o Fiumicino). Una imposta odiosa che cresce addirittura di 2,5 euro nel 2016, e che è destinata a salire anche nei prossimi anni: gli aumenti previsti sono infatti pari a 2,14 euro in più nel 2017 e 2,34 euro nel 2018”. “Si tratta di un balzello inutile e dannoso, che comporta aggravi di spesa in un settore delicato come quello del turismo – spiega il Codacons – e i viaggiatori che partono da Fiumicino e Ciampino appaiono poi discriminati rispetto agli altri passeggeri, dovendosi sobbarcare 1 euro in più di spesa. Per tale motivo il Codacons sta valutando le azioni legali da intraprendere contro l’incremento dell’addizionale comunale sui diritti d’imbarco”.