Francia, riparte la solita grancassa. Le Monde: «Marine Le Pen è un pericolo»

Non c’è niente da fare, il copione è sempre lo stesso: dinnanzi all’annunciata vittoria del Front National di Marine Le Pen i soliti sedicenti democratici  francesi fanno fronte comune, come già fecero nel 2002 contro il padre Jean-Marie, quando legittimamente e per volontà popolare arrivò al ballottaggio per le presidenziali. A quell’epoca destra e sinistra si misero insieme contro il “mostro” Jean-Marie e ogni domenica i parroci di tutta la Francia facevano prediche invitando i francesi a non votarlo. Oggi la situazione non è cambiata: a due giorni dalle elezioni regionali francesi persino il quotidiano Le Monde, tra i più importanti del Paese, prende posizione contro il Front National. «Questo partito costituisce una grave minaccia per il Paese», scrive addirittura il giornale parigino mettendo in guardia gli elettori. «La sua ideologia, le sue proposte, sono contrarie ai valori repubblicani, all’interesse nazionale e all’immagine della Francia nel mondo». Nei giorni scorsi anche La Voix du Nord, il quotidiano locale della regione in cui Marine Le Pen corre per la presidenza (Picardie-Nord-Pas-de-Calais) si è schierato contro di lei. A bocciare pubblicamente il Fronte – a cominciare dal suo programma economico – anche i poteri forti,tra cui il numero uno del Medef, la confindustria francese, Pierre Gattaz, oltre che esponenti della società civile e della cultura. I socialisti ci mettono ovviamente il carico, ma da loro ce lo si può aspettare: «Astenersi è come votare per il Front National», ha detto il segretario socialista, Jean-Christophe Cambadélis, evocando addirittura lo spettro del regime collaborazionista: «Sarebbe un ritorno di Vichy». Secondo un ultimo sondaggio pubblicato proprio su Le Monde, nel primo turno di domenica, il Front National è in testa in sei regioni su dodici, fatta eccezione per la Corsica e i dipartimenti d’Oltremare.

In Francia la Le Pen dovrebbe vincere in 6 regioni su 12

La Confindustria francese così boccia il programma dell’Fn: «Se applicato, il programma economico di Marine Le Pen riporterebbe il Paese decenni indietro, non è un programma economico responsabile, non punta all’avvenire né tantomeno alla competitività…Ritorno alla pensione a 60 anni, aumento di tutti gli stipendi con l’innalzamento del salario minimo a 200 euro, ritorno al franco, aumento delle tasse sull’import», avverte Medef.  Quanto alle frontiere, «non possiamo chiuderle. Il mondo attende la Francia e non è rinchiudendoci in noi stessi che avremo successo. Qui si tratta di non confondere i problemi legati alla sicurezza con quelli economici». Però, a quasi venti giorni dagli attentati di venerdì 13 novembre gli elettori sotto shock nutrono solo tre grandi preoccupazioni: sicurezza, sicurezza e sicurezza. Trasporti, scuola, imposte locali: tutti i temi tipici dello scrutinio regionale sono stati spazzati via dallo tsunami jihadista. E la candidata Marine vola al 40% delle preferenze nel seggio di Picardie/Nord-Pas-de-Calais dove corre da capolista. Nell’eventuale ballottaggio Fn-Ps l’eurodeputata si aggiudicherebbe una comodissima vittoria (54%-46%). Stessa musica a sud, nella regione Paca (Provence-Alpes-Cote d’Azur), dove in gara c’e’ l’agguerrita nipotina Marion-Marechal stimata intorno al 40% nel primo turno. Ma la palma per la critica più ridicola alla Le Pen se la aggiudica certamente Manuel Valls: «Il Fronte Nazionale non ama la Francia», ha avvertito il premier, invocando la mobilitazione contro il partito che «inganna i francesi ed è una minaccia economica». Per lui, ma solo per lui però, Le Pen «arretrerà»… Giovedì in un comizio Marine Le Pen aveva detto chiaramente che «la Francia è a rischio sharia. Se falliamo – ha avvertito da Nimes – il totalitarismo islamico prenderà il potere in Francia, come lo ha preso in Libia, con l’aiuto di Nicolas Sarkozy, come tenta di farlo in Siria, in Egitto, in Tunisia. La sharia sostituirà la nostra costituzione, l’Islam radicale prenderà il posto delle nostre leggi, il burqa verrà imposto a tutte le donne», aggiungendo che «il fondamentalismo islamico pullula nei nostri quartieri».