Ora la Francia pensa ad incentivi per promuovere la delazione fiscale

 

Spiare chi evade le tasse ed essere ricompensati dallo Stato. Viene dalla Francia, ma è una idea che piacerebbe a tanti anche in Italia. A tanta parte della sinistra sicuramente. Perciò: spioni di tutto il mondo unitevi e rallegratevi. La Francia è il vostro nuovo paradiso. Altro che immortali principi. O, forse, a contorno dei suddetti. Libertà, fratellanza e uguaglianza si. Ma da ora in poi, soprattutto, delazione. Spiare, spiare e ancora spiare. Spiare il nemico evasore fiscale. Che magari è l’uomo o la donna della porta accanto. Un imperativo categorico. Obbligo e necessità di cassa. Anche per la Francia. Un provvedimento che farà certo rodere d’invidia Romano Prodi e farà mangiare il cappello al suo ministro di allora Vincenzo Visco. Perché entrambi avevano avuto in mente qualcosa di analogo che però non ebbero il tempo di attuare. L’evasione fiscale è fenomeno in crescita anche Oltralpe: troppe tasse e troppo alte. Ecco perciò l’idea. Ecco che comincia l’era della délation francaise. Spiate e moltiplicatevi, il motto. La “delazione” fiscale invogliata e ricompensata: il progetto di un incentivo a denunciare chi evade le tasse. Una idea matura nei piani del governo francese dei socialisti di Hollande. In dirittura d’arrivo. Lo ha scritto, per primo, il quotidiano Le Parisien. “E’ una possibilità che stiamo studiando”, ha confermato il ministro delle Finanze, Michel Sapin.  Addirittura già nella prossima primavera la Francia potrebbe avere la legge. Anche per quantificare l’importo della delazione. Perchè lì c’è ancora un tratto di vaghezza. Secondo quanto anticipato, infatti,  il “bonus” per chi informa le autorità sulle evasioni riguarderebbe soltanto i casi più eclatanti, con grosse somme in ballo. Un compenso non calcolato però sulla base della somma che il fisco recupererà, ma individuato su base “forfettaria”. Perchè la delazione va si retribuita. Ma sempre coi soliti trenta denari.