Francia, nuova crociata anti-fumo del governo. In arrivo i pacchetti no logo

Da Parigi nuova crociata anti-fumo. Da maggio del 2016, in Francia arriveranno i pacchetti di sigarette neutri, tutti uguali e senza logo dei produttori. Lo ha sancito  l’Assemblea nazionale, che ha approvato definitivamente la riforma del sistema sanitario transalpino. Di questa riforma, il pacchetto “no logo” contro il il fumo è uno dei capitoli più contestati.

La Francia anti-fumo

L’obiettivo del provvedimento, fortemente voluto dal ministro della Sanità Marisol Touraine, è di rendere «meno attraente» per i consumatori, soprattutto i più giovani, il pacchetto di sigarette. Da questo spariranno brand e immagini iconiche, per lasciare posto a foto shock sulle conseguenze del fumo e messaggi che invitano a smettere. Si spera così di veder accelerare il calo dei fumatori in Francia. Nonostante importanti campagne dissuasive portate avanti da governi di entrambi i colori e diversi aumenti di prezzo del tabacco, i tabagisti a fine 2014 restavano il 28,2% della popolazione, neanche un punto percentuale in meno rispetto all’inizio del decennio.

In arrivo i pacchetti no logo

I pacchetti neutri sono solo uno dei tanti elementi di un articolato piano anti-tabacco lanciato nei mesi scorsi dal governo transalpino. Il piano prevede anche lo stop alle pubblicità di prodotti legati al tabacco nei luoghi di vendita e il divieto di fumare in auto se ci sono a bordo bambini o donne incinte. Nel mirino sono finite anche le sigarette elettroniche, accusate di «avvicinare alla dipendenza» e di non fornire garanzie sufficienti di non-nocività. Il loro uso sarà vietato nei luoghi che ospitano minori, come scuole o strutture sportive, sui mezzi di trasporto pubblico e negli spazi collettivi di lavoro. La nuova misura, e il piano nel suo insieme, hanno raccolto il plauso delle associazioni di lotta al tabagismo. Alcune di queste però lamentano che tra le misure non ci sia un nuovo aumento dei prezzi, ritenuto il sistema più efficace per tenere i giovani lontani dal fumo.

Tabaccai sul piede di guerra

I tabaccai, invece, sono sul piede di guerra: accusano lo Stato di ipocrisia, perché da un lato combatte il tabacco, ma dall’altro realizza forti introiti dalle tasse sulle sigarette. Gli esercenti hanno già preannunciato che si rivolgeranno al Consiglio costituzionale e alla Corte di giustizia europea, accusando il governo di violare i loro diritti di proprietà intellettuale e di titolarità di un marchio. Se la loro tesi fosse accolta, potrebbero ottenere indennizzi per un totale che sfiora i 20 miliardi di euro.