Ennesima croce per la Sicilia: Crocetta s’è giocato anche Internet

Solo croci c’ha la Sicilia. Oltre a Crocetta Rosario, s’intende. E adesso pure internet si sono giocati. Nel senso dell’accesso alla rete dell’isola: black-out. Bollette non pagate, web oscurato. Cose da pazzi. Cose di Sicilia. Centoquattordici milioni di debiti, sarebbero. Che hanno fatto paonazzo Antonio Ingroia. Si, proprio lui, quello super antimafia, passato alla politica giusto il tempo per capire che non era cosa sua e piazzato perciò due anni fa da Crocetta Rosario al vertice del carrozzone chiamato «Sicilia e Servizi». La sua barba ispida pare sia tutto un fremere di rabbia per l’affronto, per una sorta di “sabotaggio” che avrebbe subito da alcuni montanari Valdostani titolari dei server che hanno causato il buio, non improvviso, dei sistemi web siculi. Cose da pazzi, appunto. Perchè niente rete significa niente servizi. Niente posta elettronica, niente certificati delle amministrazioni e pure niente 118: tutto bloccato. E un’altra croce su Crocetta. Che lui, poi, pare un predestinato. Uno che se le attira tutte. Quasi c’avesse la calamita. E così, quella di avere avuto in dote dalla politica questo presidente, è la croce più pesante da portare per gli isolani. Perchè è una croce senza delizia. E senza speranza. Che la Sicilia terra disperata è. Perchè terra troppo bella era, terra d’aranci e ciuri. Terra dove tutti sono stati e dove in molti, moltissimi non vogliono più stare.  L’isola di Pirandello è oramai curvata su se stessa. China e silente. Perché avendo perso pure la speranza, c’è poco o nulla da fare. E perché poco o nulla funziona. La Sicilia è preda della rassegnazione. Croce senza delizia. E senza internet. Fino a quando Crocetta non pagherà. O, forse, fino a quando non se ne andrà via. A casa. Perchè ha fatto più danni dello Scirocco. Ed è ora che il Grecale riporti il bel tempo.