Donna albanese uccisa nel Varesotto, il marito confessa: «Sono stato io»

Donna albanese uccisa nel Varesotto: dal marito e, sembrerebbe, sotto gli occhi dei suoi bambini. Le cronache riportano, ancora una volta, l’ennesimo caso di femminicidio registrato in quello che una volta era la tranquilla provincia del nord Italia. L’ultimo episodio criminale che vede soccombere alla violenza di un compagno, di un marito, di un padre di famiglia, una donna, una mamma, accoltellata davanti ai suoi figli. Questa volta la vittima è di nazionalità albanese, ed è stata assassinata al confine tra Cavaria e Gallarate, in provincia di Varese. Ma la volta precedente era stata una moglie marocchina; una figlia di origini pakistane; una compagna tunisina, quasi a voler confermare un recente report sul femminicidio che, con la freddezza dell’assioma matematico, stigmatizzava una verità suffragata dai fatti, dai dati, dalle cifre: il rischio di femminicidio nel Bel Paese è più altro tra le donne straniere.

Donna albanese uccisa nel Varesotto davanti ai figli

Elementi ricorrenti, si diceva: e allora, anche in questo caso, come in moltissimi altri, immediatamente i sospetti sul possibile killer si sono concentrati sulla figura del marito: un’inclinazione investigativa quasi obbligata ormai, frutto di una drammatica ripetitività di alcune situazioni che, ciclicamente, ritornano ad ogni caso criminale che ha per vittima una donna. Una ricorrenza, purtroppo, confermata anche in questo caso, e che si rinnova, una volta di più, anche in un’altro tragico dato: quello della presenza dei figli durante lite e omicidio, testimoni involontari e terrorizzati del litigio mortale. Ancora una mamma, allora, accoltellata e uccisa sotto gli occhi dei suoi bambini, e per che cosa, poi? Possesso? Gelosia? Incomprensioni arrivate all’esasperazione? Cambia poco: il movente, la dinamica dei fatti, la scena del crimine, e poi i “ruoli”, quasi obbligati, di vittima e carnefice, sono drammaticamente speculari a quelli di tanti, tantissimi altri casi, recenti e non.

Il marito, omicida reo confesso

E allora, secondo le indagini dei carabinieri di Varese, la donna uccisa durante una lite nel Varesotto sarebbe stata accoltellata a morte da suo marito, davanti ai suoi due bambini. La vittima, una trentenne albanese, è stata aggredita intorno alle 2 di notte nella casa della coppia: e anche stavolta, come in diversi casi precedenti, è stato proprio il marito, il suo assassino, subito dopo il ferimento mortale, a chiamare i soccorsi; e quando i carabinieri sono arrivati l’uomo ha subito confessato: «Sono stato io». Insomma, cambiano i luoghi del delitto, i moventi e le nazionalità (quasi sempre straniere) di vittima e assassino, ma il copione tragico purtroppo recita sempre le stesse dinamiche criminali e gli stessi drammatici esiti. Anche in questo ennesimo espisodio di violenza domestica sfociato nell’omicidio di una donna, una moglie, una madre, anche se non si conoscono ancora i dettagli dell’aggressione, secondo le prime indiscrezionisi lascia ipotizzare con relativa sicurezza un omicidio sfociato a seguito di una lite nell’ambito di una situazione familiare difficile. Come ce ne sono tante…