Donald Trump vola nei sondaggi: la criminalizzazione non sortisce effetto

Donald Trump vola nei sondaggi. Incurante delle critiche lui, incuranti della ossessiva campagna che i media gli scatenano contro gli elettori a stelle e strisce. Dopo la “bufera” mediatica provocata dalle sue affermazioni sui musulmani, il vantaggio di Trump si è addirittura consolidato. Secondo Ipsos infatti il tycon guida i candidati repubblicani per Usa 2016 con il 35% delle preferenze. Mentre secondo una proiezione di Cnn e Wmur in New Hampshire, secondo Stato in cui si faranno le primarie, il re del mattone e’ in testa con il 32%. Lui, Trump,  va avanti come un rullo compressore. Addirittura sprezzante con la rivista Time: “Io l’avevo detto che la rivista Time non mi avrebbe scelto come persona dell’anno nonostante fossi il grande favorito. Hanno scelto una persona che sta rovinando la Germania” ha detto con chiaro riferimento alla Merkel nominata persona dell’anno. Del resto gli attacchi nei suoi non sono cessati. A cominciare proprio dal Washington Post che lo paragona al Duce: “La fiera durezza di Trump, il gesto della mano destra e il parlare del suo ‘enorme’ successo e dei ‘stupidi’ avversari, tutto ciò evoca lo stile del dittatore italiano. Trump usa molti degli strumenti dei fascisti: un disprezzo per i dati di fatto, alimentare un diffuso senso di paura e di crisi schiacciante, ritrarre i suoi sostenitori come vittime, dare la colpa a soggetti stranieri e suggerire come solo la sua potente personalità possa permettere di superare la crisi”. Luoghi comuni ed idiozie a palate quelle del Wp che però evidentemente sortiscono un effetto opposto nella maggior parte degli americani. Dopodichè c’è da dire che Donald Trump non si pente. E infatti in un’intervista a Barbara Walter, in onda su Abc News, il magnate dice di non avere rimorsi per la proposta di vietare l’ingresso a tutti i musulmani in Usa. “Dobbiamo fare la cosa giusta”, insiste Trump che sostiene di avere “grande rispetto e amore” e “importanti rapporti” con i musulmani che, sottolinea, sono d’accordo con ciò che ha detto. Il divieto, ribadisce poi, è solo temporaneo, fino a quando i leader “capiranno cosa sta succedendo”.