«Decoro, campi rom e buche: così resusciterò Roma». La sfida di Marchini

«Ormai in Italia sono diventati tutti di sinistra e la sinistra sembra ispirarsi alla destra liberale che in Italia non è mai nata. La confusione ideologica regna sovrana». Gente eletta a destra che passa a sinistra. A Milano Sala che passa dalla Moratti al Pd. È il solito trasformismo italico? «Non solo. Credo tutto ciò siala conseguenza del processo con il quale sono nate in Italia la destra e la sinistra storica». Si spieghi. «In Italia – è l’analisi di Alfio Marchini rilasciata a “Il Tempo” – al posto di una sinistra laica e progressista c’era il comunismo e a destra il fascismo nacque da un costola del partito socialista. E oggi, mi passi la provocazione, la destra sociale è più a sinistra del Pd. Ormai,cadute le ideologie totalizzanti dobbiamo avere il coraggio di guardare avanti. Di andare oltre». Verso dove? «Verso una ideologia liberale in economia e progressista in materia sociale. Comunità territoriali solidali e in grado di essere autonome dallo Stato. Per farlo dobbiamo mettere a frutto le nostre risorse a partire dalle municipalizzate che dovranno diventare efficienti e veramente al servizio del cittadino.Creiamo ricchezza e la redistribuiamo sul territorio. È l’unica via».

Marchini fa il rautiano: “Dobbiamo avere il coraggio di guardare avanti. Di andare oltre”

Altrimenti? «La divaricazione crescente tra ricchi sempre più ricchi e poveri sempre più poveri porterà a nuove e violente contestazioni. Dobbiamo agire prima che sia troppo tardi. E chi ha di più ha l’obbligo morale di fare di più. Da qui nasce il nostro appello alla mobilitazione civica». Sta evocando il rischio di nuove rivoluzioni? Non le sembra di esagerare? «La storia ci insegna che quando le disuguaglianze sono crescenti e irreversibili, prima o poi i popoli insorgono. Stiamo andando dritti in quella direzione. In Italia tra meno diventi anni i fortunati che andranno in pensione avranno 500 euro per vivere. Non servono commenti. Sarà disperazione sociale e la sinistra ha ormai rinunciato a esplorare nuove frontiere nella innovazione sociale». E a destra? «Credo ci possano essere le condizioni per elaborare una nuova via per coniugare modernità e valori. Il mancato sfondamento del Pd nel voto moderato dimostra che c’è una domanda di un movimento sociale e liberale che non trova risposta».

Marchini si rivolge al voto moderato, “che non sceglierà mai il PD”

E secondo lei perché? «Perché il Pd ha comunque una tradizione antica che ne rappresenta la forza ma anche il suo limite espansivo». Il cosiddetto voto moderato di cui parla sempre Berlusconi? «È un popolo in cerca di una nuova direzione di marcia. È un popolo coraggioso perché incline più di altri al rischio e quindi sarà da è che nascerà qualcosa di nuovo. Aggiungo, nel cosiddetto popolo moderato c’è una maggior coesione sul piano dei valori: famiglia, comunità territoriali, orgoglio identitario, tradizione cristiana, sicurezza e appartenenza comunitaria».