Confermato lo sciopero dei medici: l’emendamento del governo non basta

«Renzi, dove sei?». Si rivolgono direttamente al premier i medici italiani che domani scenderanno in piazza per una giornata di sciopero generale in difesa del Servizio sanitario nazionale e contro i tagli delle prestazioni erogate ai cittadini: a rischio, per la protesta che interessa oltre 200mila camici bianchi, ci sono due milioni di prestazioni tra visite ed esami e fino a 40mila interventi chirurgici, mentre saranno garantite le urgenze.

Sciopero dei medici per dire “no” ai tagli

«Lo sciopero – hanno spiegato i sindacati medici – punta a dire “no” ai tagli delle prestazioni erogate ai cittadini e all’indifferenza del governo ai problemi della sanità, mentre rivendichiamo la salvaguardia di un Servizio sanitario nazionale e pubblico e la dignità del nostro lavoro». I medici protesteranno anche con un sit-in, all’Ospedale San Camillo di Roma. E la battaglia continuerà a gennaio, con i sindacati medici pronti a dichiarare altre due giornate di sciopero ed a mettere in atto anche altre forme di protesta.

L’emendamento del governo

Il governo in tutta risposta ha presentato un nuovo emendamento alla legge di Stabilità per consentire l’assunzione di nuovo personale sanitario. Le Regioni potranno procedere a nuove assunzioni a partire da contratti a termine e poi, da giugno, a concorsi per rapporti lavorativi a tempo determinato. Ma lo sciopero dei medici è confermato.

Le critiche dei sindacati

Per il sindacato dei medici ospedalieri Cimo il nuovo emendamento «non è sufficiente a far revocare lo sciopero. Le motivazioni della mobilitazione della professione medica non hanno ancora trovato risposte. Permangono molte perplessità su tempi e modalità di attuazione». Nell’emendamento, ha rilevato la Cimo, «non si identificano fondi certi, ma derivanti da risparmi tutti da verificare e si affidano alle Regioni una serie di atti assolutamente necessari, anche se già previsti da norme e mai attuati». Critico anche il sindacato dei medici dirigenti Anaao Assomed: «Dopo un tira e molla dai contenuti oscuri, il governo ci riprova, ripresentando il tanto atteso emendamento alla legge di stabilità 2016 per le assunzioni in sanità. Il quale però non risolve alcuna delle criticità già denunciate e che saranno evidenziate dallo sciopero di ventiquattr’ore».