Concordia, ora emergono anche difetti di progettazione della nave crociera

Sulla Concordia, la sera del naufragio al Giglio, il motore diesel generatore d’emergenza, il Dge, “fin da quando sarebbe dovuto entrare in funzione al momento del black-out, ha sempre lavorato in regime di sovraccarico” per “un errore nella valutazione delle effettive correnti necessarie. Funzionando a singhiozzo e non fornendo quell’energia necessaria alle utenze di emergenza collegate”. Così gli ascensori non sono tornati al ponte designato o è mancata l’energia per ripetere lo sbraccio delle lance. “Nulla si sarebbe invece potuto fare per mitigare l’ingresso d’acqua attraverso la falla, troppo vasta per la pompa con alimentazione di emergenza”. E’ quanto affermano, in un’intervista a Qn, Enzo Dalle Mese e Alessandro Cantelli Forti, due dei periti del tribunale che ha condannato Francesco Schettino. Per i periti nella progettazione “c’è stato un errore di calcolo sulla potenza energetica che gli ascensori avrebbero richiesto contemporaneamente” al Dge: ciò ha “creato un sovraccarico tale da mandare in tilt alcune delle utenze collegate a questo motore, tra cui anche la ventola del radiatore”. Sul perchè di questo errore, “ciò che abbiamo rilevato, pur nell’analisi di documenti in evidente contraddizione tra loro, è che le procedure di emergenza, ovvero di riporto degli ascensori al ponte designato previste dal costruttore della nave e dal fornitore dell’impianto sono diverse e incompatibili tra loro. Durante le indagini abbiamo rilevato una difformità tra le documentazioni Fincantieri già depositate e le informazioni condivise con noi da Schindler”, ditta che ha fornito gli ascensori. Alla domanda se siano a conoscenza che lo stesso sistema di ascensori sia previsto in altre navi della compagnia e se qualcosa è stato corretto dopo il naufragio, i periti rispondono di sapere “solo che è stato aperto un fascicolo dalla procura di Genova a seguito del quale ci ha contattato personale dell’Asl. A loro abbiamo espresso le nostre preoccupazioni. Sappiamo che è stata fatta anche una prova a bordo di una nave gemella da parte di personale specializzato del ministro dei Trasporti. Inoltre, durante le operazioni di primo collaudo è previsto un test che deve evidenziare questo tipo di problemi ma la documentazione relativa, per il caso Concordia, non ci risulta sia mai stata prodotta agli atti dal costruttore”.