La classifica del “Sole” conferma che al Sud non servono chiacchiere

Ormai non fa più neppure notizia l’impietosa fotografia con cui ogni anno il Sole 24 ore immortala le province italiane classificandole in base ai livelli di qualità della vita che riescono ad offrire a chi le popola. Così come scorre nella indifferenza pressoché generale il crescente divario tra territori del Centro-nord e quelli del parte “bassa” dello Stivale. Che al Sud si viva infinitamente peggio (o, per i più ottimisti, molto meno meglio) che al Nord è verità che non sconvolge più neanche i bambini.

Le province del Sud arretrano sempre di più

Tutte le posizioni della zona “retrocessione” sono stabilmente presidiate dalle province e dalle città meridionali, a conferma di un arretramento sempre più pronunciato. Un arretramento purtroppo non circoscritto ai soli dati della qualità della vita ma che investe tutti i segmenti in cui si articola la vita e l’attività elle persone, dal lavoro alla sicurezza, alla quantità e alla qualità dei servizi e via elencando. La classifica, infatti, passa in rassegna sei aree tematiche (tenore di vita, affari e lavoro, servizi, popolazione, ordine pubblico, tempo libero) in ciascuna delle quali la soccombenza del Sud rispetto al Nord è totale. È dunque un vero e proprio allarme sociale ed economico quello che sale – seppur nel disinteresse di molti – dalla classifica redatta dal giornale di Confindustria.

Reggio Calabria è il fanalino di coda. Bolzano guida la classifica

Sul totale di 110 province analizzate (per la prima volta sono stati ricompresi anche i dati Barletta-Andria-Trani, Fermo e Monza Brianza) a chiudere la graduatoria troviamo Reggio Calabria. Appoggiate sul baratro, Caserta (108) e Napoli. La capitale del Sud non va oltre un mestissimo 101esimo posto. Ma non molto meglio vanno Bari, Salerno, Palermo, Foggia, Taranto, Caltanissetta. Altra aria (è davvero il caso di dirlo) è quella che si respira sulla sommità della classifica, in quel triangolo da “dolce vita” costituito dal terzetto di testa (Bolzano, Milano, Trento), senza con questo trascurare il balzo in avanti Firenze. Insomma, la crescita annunciata da Renzi al Sud continua a non vedersi.