Il centrodestra voterà la sfiducia alla Boschi. «Ma è Renzi che va cacciato»

Il centrodestra è compatto. Votare la sfiducia al ministro Maria Elena Boschi, in palese e indifendibile conflitto di interessi rispetto alla vicenda che vede coinvolte le banche favorite da provvedimenti del governo, è un atto sempre più dovuto. «Fratelli d’Italia voterà la sfiducia al ministro Boschi», afferma infatti Giorgia Meloni. Ma va molto oltre. Nella vicenda non può chiamarsi fuori il premier Renzi. «Il ministro è solo una comparsa della farsa», spiega Giorgia Meloni. «La catastrofica gestione del caso Banca Etruria e le notizie che emergono ora dopo ora ci portano a dire che quello da sfiduciare è il capo del governo. Per questo mi rivolgo ad Alessandro Di Battista e a Renato Brunetta, che a nome del M5S e di Forza Italia hanno annunciato una mozione di sfiducia alla Boschi; e a Matteo Salvini che ha dichiarato la sua disponibilità e a tutte le altre opposizioni presenti in Parlamento: scriviamo e votiamo insieme una mozione di sfiducia a Renzi». Sulla stessa lungheza d’onda è, appunto, il leader della Lega, Salvini: «L’obiettivo è mandare a casa il governo dei banchieri e risarcire gli italiani truffati. Il ministro Boschi vada a casa: noi siamo prontissimi a lavorare con il Movimento cinque stelle e con tutte le opposizioni. Anzi, la mozione di sfiducia scriviamola insieme. Noi ci siamo», è la posizione del segretario della Lega Nord. 

Meloni: «Da sfiduciare è il capo del governo, oltre alla Boschi»

Sulla questione non ci sono distinguo, il fronte è compatto: «Anche Forza Italia, condividendo quanto già dichiarato da altri partiti di opposizione, presenterà una mozione di sfiducia nei confronti del ministro per le Riforme e i rapporti con il Parlamento, Maria Elena Boschi, in merito alla vicenda che la vede coinvolta», conferma il capogruppo alla Camera di Fi Renato Brunetta. «Saranno le Camere, democraticamente e di fronte al Paese, a stabilire se un ministro della Repubblica può avere conflitti d’interesse così rilevanti e continuare ad occupare tranquillamente la sua poltrona nell’esecutivo».