Il Cav. cambia tutto: Carfagna e Gasparri nuovi capigruppo di Forza Italia?

«Mara, il gruppo ci sta sfuggendo di mano, per la guida avrei pensato a te al posto di Renato Brunetta, che ne pensi?». Silvio Berlusconi la sua scelta la comunica così alla diretta interessata. Giovedì a pranzo a Palazzo Grazioli con l’ex ministra sono presenti anche i senatori Maurizio Gasparri e Maria Rizzotti. Non tollera più la guerra che si sono dichiarati con tanto di plateali interviste gli attuali capigruppo, Brunetta e Paolo Romani. Una situazione che rischia di alimentare una nuova emorraggia, per altro già in atto. Altri nomi sono dati in uscita. Non solo Renata Polverini alla Camera e Enrico Piccinelli al Senato, entrambi verso l’Ala di Verdini, ma altri si apprestano a seguirli a ruota. I più pessimisti (ma ben informati in Fi) parlano di dieci pedine in ballo, nei due gruppi già ridotti a 54 deputati e 42 senatori. Il nome delle ultime ore è il senatore milanese Emilio Zuffada. Al pranzo di giovedì, come pure ieri mattina incontrando altri fedelissimi come i senatori Lucio Malan e Andrea Mandelli, il leader di Forza Italia ha comunicato che procederà a giorni, al più subito dopo le feste, all’avvicendamento dei capigruppo.

Situazione difficile in Forza Italia, tra Brunetta e Romani

«La situazione non è più gestibile, non posso sopportare che quei due litighino ogni giorno sui giornali e poi Renato ha più di mezzo gruppo contro, tutti vengono a lamentarsi», si è sfogato. Alla Carfagna si è avvicinato a margine di quel pranzo: «Per me devi fare tu il capogruppo, ti senti pronta?». La deputata non si è scomposta: «Se tu me lo chiedi, sono disponibile». E Berlusconi a insistere: «Ma ti piacerebbe farlo?» È a quel punto che è intervenuto Maurizio Gasparri: «Presidente, se ti ha detto che è disponibile, più di così…». Il capitolo capigruppo riguarda anche il Senato, non tanto per responsabilità di Paolo Romani, ma per uscire dall’angolo in cui Fi ormai si ritrova. L’ultimo sbandamento ieri. Solo dopo la minaccia di rottura da parte di Salvini e Meloni, è scattata l’adesione anche dei senatori forzisti alla mozione di sfiducia al governo. Per scegliere il nome giusto a palazzo Madama, come ha spiegato agli ospiti di giovedì e a quelli di ieri, Berlusconi si prenderà però ancora qualche giorno.

Al Senato il gruppo di Forza Italia potrebbe essere guidato da Gasparri

Circola quello dello stesso Gasparri, ma è vicepresidente del Senato e di questi tempi, in caso di dimissioni, la rielezione di un forzista sarebbe tutt’altro che scontata, scrive “la Repubblica”. In ogni caso, va ripetendo il Cavaliere in queste ore, «i nomi che indicherò saranno sottoposti stavolta al gradimento dei gruppi». Dunque elezione e non più la solita acclamazione. Una svolta che nei giorni scorsi gli era stata sollecitata apertamente dalla sola Laura Ravetto. Ma basteranno gli avvicendamenti ai gruppi – che soprattutto a Montecitorio scateneranno le ire di Brunetta e dunque un terremoto – per salvare Forza Italia?