Caccia abbattuto, ultimatum di Mosca ad Ankara. Ecco le condizioni

Le scuse della Turchia, un processo per i responsabili dell’abbattimento del bombardiere Su-24 e della morte dei due soldati russi e una compensazione per i danni subiti da Mosca. Sono queste le condizioni dettate dalla Russia per chiudere l’incidente del caccia abbattuto al confine con la Siria. A rivelarle è stato l’ambasciatore ad Ankara, Andrey Karlov, mentre un nuovo fronte di crisi diplomatica si apre per un incidente sfiorato tra un peschereccio turco e una fregata russa.

L’incidente sfiorato nell’Egeo tra la fregata e il peschereccio

Le due imbarcazioni si sono incrociate nel Mar Egeo a meno di un miglio di distanza: i militari russi hanno dovuto sparare per evitare la collisione, perché – hanno spiegato – i pescatori hanno ignorato tutti i loro avvertimenti. «Non abbiamo sentito alcun avviso o colpo di avvertimento sparato verso di noi», è stata la replica del comandante del peschereccio, che ha consegnato alla guardia costiera turca i video relativi all’episodio, registrati dalle telecamere di sorveglianza del peschereccio. L’incidente ha comportato la convocazione dell’addetto militare dell’ambasciata turca a Mosca da parte del ministero della Difesa russo.

L’avvertimento di Mosca ad Ankara

Rapporti, dunque, quanto mai tesi, nonostante i tentativi di distensione, il cui esito – ha fatto sapere Mosca – dipenderà in gran parte dal comportamento di Ankara sulle richieste rispetto all’abbattimento del caccia. «Se le nostre aspettative non saranno soddisfatte, gli altri annunci della Turchia non pagheranno», ha sottolineato l’ambasciatore Karlov, riferendosi all’approccio «in favore del dialogo» dichiarato dal governo di Ankara. Inoltre, il diplomatico ha rivelato che a uccidere il pilota russo non è stato un siriano, ma un turco. «È Alparslan Celik che ha sparato al nostro pilota. È andato davanti alle telecamere a parlare, e poi ha mostrato una parte del paracadute. Parlava con facilità il turco», ha detto Karlov in un’intervista al quotidiano Cumhuriyet. Celik, presentatosi come vice comandante della seconda brigata della costa, forza turcomanna inquadrata nell’Esercito siriano libero, poco dopo l’abbattimento del jet aveva dichiarato di aver sparato a entrambi i piloti e di avere i loro corpi. Ma il n secondo pilota del jet era invece riuscito a salvarsi.

Lavrov contro gli Usa alla viglia della visita di Kerry

Contemporaneamente e alla vigilia della visita del segretario di Stato Usa a Mosca, John Kerry, dal Cremlino partiva anche un nuovo atto di accusa nei confronti degli Stati Uniti. Non sono riusciti a impedire l’abbattimento del bombardiere, «nonostante il fatto che i ministeri della Difesa dei due Paesi avessero firmato un memorandum per garantire la sicurezza dei voli militari nello spazio aereo siriano», ha detto il ministro degli Esteri russo, Sergej Lavrov, che all’agenzia Tass, ha inoltre spiegato che gli Usa «non sono pronti a coordinarsi pienamente con la Russia nella lotta all’Isis». Secondo Mosca, Washington «si è presa la responsabilità per le azioni dell’intera coalizione da lei guidata, ma non ha assicurato il rispetto delle relative disposizioni del documento da parte di un suo alleato, la Turchia». Il memorandum, infatti, ha ricordato Lavrov, stabilisce dei canali di comunicazione tra le forze aree russe e quelle dell’alleanza a guida Usa per evitare incidenti e per cooperare in caso di situazioni critiche.