Brescia, attentato alla scuola di Polizia: indagini a tutto campo

Un ordigno rudimentale è stato fatto esplodere attorno alle 4.30 davanti alla sede della Polgai (scuola della Polizia di Stato) a Brescia. Non si registrano feriti, ma solo danni. Sul caso indaga la polizia. Nonostante il forte boato, l’ordigno ha provocato danni limitati.  Secondo le prime informazioni, la bomba artigianale pare fosse occultata all’interno di una pentola a pressione. A rimanere danneggiato sarebbe stato solo un portone, che affaccia direttamente in strada, e una finestra. Sul posto sono intervenuti subito i Vigili del Fuoco oltre agli agenti di polizia. Delle indagini si occupa la Digos. Al momento non è stata fatta alcuna rivendicazione. Al momento, in via Veneto, sono in corso i rilievi della Scientifica e la strada è ancora chiusa.

Qual è il bersaglio dell’attentato di Brescia

La Pol.G.A.I. Scuola di Polizia Giudiziaria Amministrativa Investigativa – così come riporta il sito internet della Polizia di Stato – è stata istituita ufficialmente con decreto del capo della Polizia nel giugno del 1967. «La Scuola, specializzata nell’insegnamento delle tecniche di polizia giudiziaria, criminale e investigativa ha come obiettivo primario quello di trasmettere conoscenze, competenze abilità all’investigatore della Polizia di Stato per meglio utilizzare tutti  gli strumenti giuridici, tecnici operativi ed interdisciplinari disponibili per il contrasto ai fenomeni criminali» ed è  diretta dal primo dirigente della Polizia di Stato Bruno Di Rienzo. L’accademia, ogni anno, prepara centinaia di giovani a intraprendere una carriera da professionisti nella Polizia dello Stato, allievi provenienti da tutta Italia che frequentano i corsi di formazione nazionale abilitanti al corpo. Oltre alla formazione degli operatori di Polizia il personale partecipa ai numerosi servizi , di ordine pubblico, tra cui nel passato si ricordano: la vigilanza effettuata al processo contro le Brigate rosse nel 1978  – tenutosi a Torino – la partecipazione al Congresso dei Capi di Stato tenutosi a Venezia, la partecipazione alle operazioni che hanno portato nel 1982 alla liberazione del generale Dozier rapito dalle Brigate rosse.