Bersani come Nanni Moretti: con questa sinistra non vinceremo mai

«Il problema non è il grillismo, è la destra. E io sono preoccupato». Pierluigi Bersani conferma in un’intervista al Corriere tutta la sua verve anti-renziana e punta l’indice contro un brutto centrosinistra che se non “si allarga” non vince. «Non ce lo ha ordinato il dottore di fare le primarie – spiega l’ex segretario Pd stile Nanni Moretti – sa se le fai devi tenere conto che esiste un centrosinistra diffuso e lavorare perché ci sia un nome del Pd, uno della sinistra e un civico».

Bersani: così perdiamo

A Roma, per fare un esempio concreto, Bersani aprirebbe le primarie anche a Fassina: «Sì, vale per tutti. Ma sono processi che non si improvvisano, vanno avviati per tempo. Decisioni così importanti non si possono prendere una settimana prima del voto». Passeggiando per Montecitorio, invece, spiega ai giornalisti maliziosi lo spirito della manifestazione della minoranza Pd che, “causalmente”, si terrà l’11 dicembre lo stesso giorno della Leopolda. «Per carità, non chiamatela un’anti Leopolda – chiarisce Bersani – l’avevano organizzata per il 5, poi il segretario (Renzi, ndr) ha convocato i banchetti del partito ed è stata spostata di una settimana. Ai banchetti ci andremo tutti, anch’io ci sarò…».

Forse andrà la Leopolda

“Io alla Leopolda? Se c’è il simbolo del Pd potrei anche andarci, alla manifestazione della minoranza ci sarà di sicuro e io vado solo dove ci si riunisce in nome del Pd». Un’altra frecciata velenosa al premier tanto più che Bersani ricorda si essere stato anche ospite degli avversari ma… «Sono stato anche ospite ad Atreju quando ancora c’era An, ma nel nostro campo il vado solo a manifestazioni del Pd». La kermesse di Renzi alimenta le divisioni, su questo l’ex segretario non ha dubbi.  «Quando ero segretario lo ero di tutto il partito, non mi sono mai messo a organizzare correnti». Poi nega, of course, di essere il capo della minoranza interna: «Non sono e non sarò un capocorrente, non ho organizzato l’evento del 12 dicembre e comunque non è ancora stato vietato riunirsi per esprimere un punto di vista».

Elezioni bolognesi

Sulle vicende delle elezioni sotto le due torri, Bersani spiega come la vede dalle colonne dell’Huffpost: “Se non vengono fatti pasticci da Roma io credo che la ricandidatura di Merola sia inevitabile. E credo anche che, almeno a Bologna, si possa andare al voto non dico con tranquillità ma con un certo ottimismo. È chiaro che si rischia di andare al ballottaggio, ma chi è ormai in Italia che vince al primo turno? Praticamente nessuno. Ecco, io credo che Merola possa affrontare il ballottaggio senza sicumera ma anche con tranquillità. Io mi ricordo bene il 1999, allora vinse Guazzaloca che aveva una fortissima bolognesità e non era estraneo al sentimento della nostra gente. Ecco, uno così sarebbe insidioso. Ma uno così stavolta, e per fortuna, non c’è…».