«Basta bugie»: il centrodestra unito per la mozione di sfiducia a De Luca

«Non abbiamo ascoltato da Vincenzo De Luca porgere scuse ai cittadini per le sue menzogne e presenteremo una mozione di sfiducia». Lo ha detto Armando Cesaro, capogruppo di Forza Italia in Consiglio regionale della Campania, a proposito delle vicende giudiziarie del governatore della Campania e del suo ex capo segreteria.

Il centrodestra a De Luca: dimettiti

«Mi aspetto che il Movimento Cinquestelle voglia sottoscrivere la mozione, non abbiamo firmato la loro perché troppo giustizialista», ha aggiunto il consigliere azzurro, ricevendo il via libera dei grillini poco dopo (la voteremo ha detto da Porta a Porta Luigi di Maio). «De Luca, con le sue menzogne ha minato fortemente la credibilità dell’istituzione regionale ed ha innanzitutto il dovere di chiedere scusa ai cittadini. Da garantisti veri non entriamo nel merito di vicende che non appartengono al nostro mandato elettorale ma pretendiamo trasparenza e lealtà verso i cittadini». Per il centrodestra la questione è politica e per questo ha preteso che De Luca venisse in aula a riferire sulla «storiella rifilataci sulle dimissioni del suo braccio destro e sulle successive bugie».

La mozione di sfiducia

La mozione del centrodestra è la seconda, in ordine di tempo, dopo un primo testo predisposto dal partito di Grillo. I pentastellati presentarono la mozione per primi, all’indomani delle dimissioni agli inizi di novembre di Nello Mastursi da capo della segreteria di De Luca. Dopo qualche ora, però, le dimissioni furono collegate al coinvolgimento in un’indagine della magistratura sulle nomine nella sanità. Secondo le indagini  in cambio di una nomina ad un incarico più prestigioso, Guglielmo Manna, avvocato dell’ospedale Santobono di Napoli, avrebbe offerto una sentenza favorevole per De Luca (sul quale pende la spada di Damocle della sospensione per la legge Severino), utilizzando il suo status di marito di Anna Scognamiglio, giudice relatore della sentenza.  Per depositare una mozione di sfiducia occorre la sottoscrizione di un quinto dell’assemblea, quindi un totale di 11 consiglieri. Numeri che i Cinquestelle non hanno, ma il centrodestra sì (in aula conta 13 componenti: 7 di Forza Italia, 2 di Fratelli d’Italia, 4 di Caldoro presidente). E ora, se anche i Cinquestelle appoggeranno la mozione, il testo arriverà in aula con 20 firme favorevoli. Numeri non certo sufficienti per far passare la sfiducia, ma che rappresentano un segnale politico da non sottovalutare.

La difesa ridicola

«Se il tentativo era quello di influenzare una decisione del Tribunale civile di Napoli in relazione alla legge Severino sparava con pistole ad acqua». Così Vincenzo De Luca,  intervenendo in Aula, ha detto a proposito di Guglielmo Manna, avvocato e legale dell’ospedale Santobono di Napoli. «Il Tribunale di Napoli si era già pronunciato alcune settimane prima in relazione alla vicenda De Magistris – ha detto De Luca – quindi era del tutto evidente che non poteva smentire se stesso, l’orientamento era già acquisito». De Luca parla di Manna come un «personaggio creativo che, attraverso un colloquio con la mia segreteria, pare abbia tentato di esercitare qualche interferenza…». E dell’ex capo della sua segreteria, dimessosi a inizio novembre, dice: «Il mio capo segreteria non ha più incarichi per ragioni ovvie di opportunità, di rispetto per l’iniziativa giudiziaria e non per ragioni di merito».