Banche salvate, risparmiatori rapinati: «Padoan va subito cacciato a calci»

Una soluzione possibile, che non irriti e scontenti la Ue, ma che “in parte” “risarcisca” i soli acquirenti delle obbligazioni subordinate “azzerate” di Banca Marche, Banca Etruria, CariChieti e Cassa Ferrara. È sempre più evidente, insomma, che il danno inflitto ai risparmiatori delle banche salvate è chiaro: decisamente meno il rimedio da attuare – definito in tanti modi – anche «ristoro parziale» – in termini dialettici, ma un po’ meno dal punto di vista della ricetta politico-economica da approntare. Una ricetta i cui ingredienti vanno miscelati ad arte e con prudenza, perché la nuova mistura potrebbe risultare indigesta alla Ue e, al tempo stesso, istituzionalizzare un “precedente” pericoloso nell’ordinamento italiano, stigmatizzando – per esempio – di fatto atteggiamenti diversi tra le varie forme d’impiego del capitale di rischio o tra i settori di investimento.

Risparmiatori, il rimedio “umanitario” del governo

Una situazione al limite del fantascientifico – se non fosse per i drammatici risvolti del caso subiti dai risparmiatori coinvolti – nelle ultime ore definita dal ministro Padoan come «l’inevitabile conseguenza di un problema che riguarda anche la trasformazione» del modo di fare banca. Questo per quanto concerne il futuro, ma per quel che riguarda il passato che ha portato all’attuale situazione, sono sempre di più coloro i quali si chiedono, prima ancora del perché, come occorrerebbe agire per salvare il bambino e l’acqua sporca, restituendo fiducia ai consumatori e ai mercati. Tante domande, insomma, e una sola certezza: il sacrificio più grande è toccato ai possessori degli strumenti di investimento più rischiosi. «Il Governo sta studiando misure a sostegno delle fasce deboli tra i risparmiatori interessati, i cui termini sono ancora da precisare», ha spiegato a riguardo Padoan in queste ore, chiarendo anche che occorre separare gli aspetti: ovvero quello «umanitario» dall’operazione di salvataggio in quanto tale. L’aspetto umanitario «nulla ha a che fare con misure che potrebbero essere interpretate in contraddizione con la risoluzione», perché un intervento connesso al salvataggio «sarebbe in contrasto subito con la disciplina sugli aiuti di Stato». Quindi, ha concluso il ministro, «i termini qualitativi di questa misura sono ancora da chiarire».

La replica di Maurizio Gasparri

Non solo: oltre a questo resta da chiarire anche molto di più, ed è su questo “di più” che si sono concentrate le critiche e le recriminazioni mosse dal senatore azzurro Maurizio Gasparri che, intervenendo sugli ultimi sviluppi di questa incredibile vicenda, ha commentato: «Il ministro dell’Economia Padoan parla di un’operazione umanitaria per tutelare la parte più debole dei risparmiatori rapinati dalle banche. Ma che linguaggio usa? L’unica cosa da fare è cacciarlo via a calci nel sedere per le operazioni che fa, per i comportamenti che avalla, per il linguaggio offensivo che usa nei confronti dei risparmiatori. Appena incontrerò Padoan procederò direttamente io, a nome dei risparmiatori, a dirgli quello che pensano di persone come lui». Poi, in merito alle responsabilità condivise da più soggetti in campo, il senatore forzista aggiunge: «E la Banca d’Italia? Che non ha vigilato, ha responsabilità di ordine penale che investono Visco e tutti i suoi collaboratori… Un’associazione di persone – sostiene Gasparri – che pensano soltanto ai loro stipendi illegali, perché superano i tetti imposti alle pubbliche amministrazioni, e che non vigila a tutela dei risparmiatori. Visco e Padoan vanno cacciati via immediatamente e saranno denunciati per le loro responsabilità penali nei confronti dei risparmiatori. Lo dirò pubblicamente giovedì ad Arezzo, per dirlo poi in parlamento. Occorrono misure immediate a tutela di chi è stato rapinato dalle quattro banche».

Il j’accuse contro il governo

Misure che, a detta del senatore di Forza Italia, sarebbero allo stato dei fatti ben lontane dalle «pezze del ministro Padoan» che dovrebbero andare a coprire il «buco creato dalla vergognosa vicenda del vero e proprio furto a danno di tanti risparmiatori italiani, e che sono quanto di peggio si potesse fare. Le parole di elemosina da parte del ministro e le ridicole soluzioni prospettate dal Governo che dovrebbe tutelare quei cittadini, vittime innocenti di manovre spregiudicate, sono l’ennesima beffa al danno subito». Risarcimento parziale, proposte percentuali, salvataggi univoci e rimedi umanitari, che non arrivano neppure lontanamente ad ovviare a un dato incontrovertibile, ribadito nelle esortazioni rilanciate sul caso da Gasparri: «I cittadini truffati vanno rimborsati integralmente. Lo ribadiremo anche nel corso di un incontro pubblico ad Arezzo con i risparmiatori, la cui colpa è quella di aver affidato i propri soldi a persone di cui avevano fiducia. Il Governo si metta in testa che non lasceremo passare in silenzio la linea di chi non ha saputo e non è in grado di gestire la vicenda o di chi ed è in grande imbarazzo a causa di evidenti conflitti d’interesse. Si pensi subito ad inserire, anche nella legge di stabilità, provvedimenti che ripristinino il maltolto e rendano giustizia ai cittadini». Una giustizia ancora tutta da acclarare e da far valere.