Attentato in Daghestan, un commando spara sui turisti: sospetti sugli islamici

Un gruppo di turisti è stato colpito da una pioggia di proiettili mentre visitava la fortezza di Naryn-Kala, nel Daghestan, sito protetto Unesco. Una persona è morta e altre 10 sono rimaste ferite. Gli assalitori sono poi fuggiti. Lo riporta la Tass. Secondo gli inquirenti, circa 20 persone si erano riunite sulla piattaforma di osservazione della fortezza quando, martedì sera alle 23.30, «persone ignote hanno esploso diversi colpi d’arma da fuoco dalla vicina pineta». Al termine dell’attacco, 11 persone sono state portate all’ospedale con vari gradi d’urgenza, e una di loro è deceduta. La polizia ha subito aperto un’indagine. La polizia ha rinvenuto sul luogo dell’attacco 67 cartucce di diversi calibri. Il responsabile della regione – riporta RT – ritiene che l’attacco sia stato effettuato da «militanti di un gruppo armato che si vendicano sui locali perché festeggiano il Capodanno».

Il Daghestan confina con la Cecenia dove sono attive cellule fondamentaliste

Tutte le vittime dell’attacco alla fortezza di Naryn-Kala sono cittadini russi. Lo riporta la Tass che cita fonti di polizia locale. Tra questi, nove sono di etnia daghestana e due di etnia russa. La persona deceduta in ospedale era una guardia di frontiera dell’Fsb, i servizi di sicurezza russi. Il Daghestan è una repubblica russa, ma è una delle regioni più remote della Russia. Confina infatti con la Cecenia, e gli integralisti islamici hanno le loro basi anche nel Daghestan, che è sempre stato un crocevia di etnìe e religioni diverse. Non è ben chiaro se l’attentato possa essere messo in relazione con l’attività militare russa in Siria, o con la presenza degli islamici nella vicina Cecenia o anche per l’influenza russa nella confinate Georgia, che mal sopporta l’ingerenza di Mosca nei propri affari interni, essendo quella di Tbilisi una repubblica indipendente. Secondo le forze di polizia daghestane l’attentato potrebbe essere opera di gruppi islamici che da tempo combattono contro le autorità: negli ultimi mesi sono state uccise un centinaio di persone in questi scontri tra terroristi e forze di sicurezza. Pochi mesi fa in terroristi islamici siriani avevano rivolto un appello agli islamici del Caucaso affinché dessero loro una mano contro la Russia, ma non si sa se in effetti questo attentato sia un risposta all’appello o se invece abbia altre cause.