Applausi dai pro-family italiani alla Slovenia che boccia le adozioni gay

Le coppie omosessuali slovene non potranno sposarsi e non potranno adottare bambini. Lo ha stabilito il referendum abrogativo che domenica in Slovenia ha respinto la legge che regola l’istituto della famiglia. Legge che, al contrario, ammetteva matrimoni e adozioni per le coppie omosessuali. Contro la legge si è espresso il 63,3% dei votanti, favorevole soltanto il 36,7%. Perché la legge fosse abrogata era necessario, secondo la legislazione referendaria, che gli elettori contrari fossero almeno il 20 per cento di tutto il corpo elettorale sloveno. In numeri assoluti la barriera del quorum è stata posta a 342 mila voti contrari, ed è stata ampiamente superata, arrivando a oltre 387 mila voti contrari. La legge respinta fu approvata in Parlamento nel marzo scorso, tra forti polemiche, con 51 voti favorevoli e 28 contrari.

La Slovenia può essere un modello?

“Il popolo sloveno ha dato una lezione storica all’Europa”: così Filippo Savarese, portavoce di “Generazione Famiglia”, tra le associazioni promotrici del Family Day del 20 giugno a Roma, ha commentato l’esito del referendum. E proprio sulle unioni civili, in calendario al Senato a fine gennaio, Savarese promette battaglia: “Ci stiamo già confrontando con le altre associazioni per organizzare il prima possibile un nuovo Family Day a Roma, ma come Generazione Famiglia proponiamo di iniziare subito a costituire un grande soggetto popolare che sia promotore di un referendum abrogativo se il Parlamento dovesse ignorare la volontà del popolo in difesa della famiglia e dei diritti dei bambini”. “Emozione e soddisfazione” sono stati espressi dal sociologo torinese Massimo Introvigne, presidente dei Comitati Sì alla famiglia e viceresponsabile nazionale di Alleanza cattolica.