Alfano sempre più “Renzidipendente”. Ora fa il difensore della Boschi

Angelino Alfano  più realista del re. Il caso Boschi, per  via del salvataggio di Banca Etruria,  sta mettendo in forte imbarazzo il governo. C’è chi, come lo scrittore Saviano, si domanda come mai non si sia ancora dimessa, considerato l’evidente conflitto di interesse  che la tocca da vicino. Insomma, è evidente che la questione rischia di diventare un problema per Matteo Renzi. Tanto basta però, perché Alfano si precipiti ad indossare i panni di fido scudiero, avvocato d’ufficio della Boschi. “Noi difendiamo chiaramente il ministro Boschi perché si sta tentando di trovare in lei una sorta di capro espiatorio di qualcosa che appartiene alla ‘mala gestio’ di vicende che purtroppo non sono accadute solo in Italia ma hanno avuto tanti precedenti in Europa e nel mondo”, ha sottolineato il ministro dell’Interno, Angelino Alfano, a Pordenone. Secondo Alfano, “Boschi viene tirata in mezzo per tentare di colpire il Governo senza che lei abbia alcuna responsabilità”. Insomma, il ministro ha già tirato le somme in materia di responsabilità. Prima ancora che sia fatta chiarezza sulla  intera faccenda. Prima che si capisca come, con quali strumenti normativi , con quali regole l’esecutivo, di cui lui fa parte, intenda tutelare i risparmiatori imbrogliati e truffati. Quanto alle responsabilità, forse mai come in questa circostanza, bisognerebbe varare una commissione di inchiesta. Smettendola una buona volta con il gioco dello scaricabarile. Spiegando, in maniera chiara e inequivocabile, se ancora hanno senso le regole approvate a suo tempo dai governi europei in materia di fallimenti bancari. Regole, è il caso di ricordare, che fissano una scala gerarchica nella individuazione di chi, tra azionisti, obbligazionisti, correntisti con depositi sopra i 100 mila euro, debba essere chiamato a pagare, prima di rivolgersi, in ultima istanza, a tutti i contribuenti. Da un ministro  ci si aspetterebbe una risposta su queste delicate e complesse questioni. Di altro, meglio, molto meglio tacere.