7 ristoranti, un proprietario e 10 milioni evasi: operazione a Roma della Gdf

I finanzieri del Comando Provinciale di Roma hanno scoperto «un’ingente e sistematica evasione fiscale» da parte di ristoranti del centro della Capitale – tra Fontana di Trevi e piazza Navona – gestiti da tre società, tutte riconducibili allo stesso imprenditore. In tutto sono stati sottratti al fisco dieci milioni di euro di redditi, 11 circa compresa anche l’Iva. È quanto si legge in un comunicato della Guardia di Finanza. Si tratta di «un ristoratore di origini partenopee particolarmente noto nel settore», secondo la nota. La ricostruzione dell’evasione è stata possibile per il ritrovamento della contabilità in nero dei ristoranti durante perquisizioni del Nucleo di Polizia Tributaria. Tale contabilità parallela è risultata talmente precisa da far pensare che fossero gli incassi effettivi delle società. La conferma attraverso l’esame della contabilità ufficiale e dei rapporti finanziari e bancari dei ristoranti. Sono stati rilevati escamotage ed espedienti contabili per far quadrare i conti e la consolidata prassi del prevalente utilizzo del contante, anche con fornitori e dipendenti. Ciò anche allo scopo di far perdere le tracce delle reali dimensioni del volume d’affari. L’imprenditore ha ammesso l’evasione, secondo il comunicato. I locali sottoposti a verifica, tutti operanti nel settore della ristorazione, sono sette, nell’area di Fontana di Trevi (via in Arcione), Piazza dei Coronari (via Banco di Santo Spirito e via di Panico) e Piazza Navona (via Sant’Agnese in Agone e via di Tor Millina). Alcuni ristoranti «nel recente passato erano balzati agli onori delle cronache per aver presentato a turisti stranieri conti salatissimi», scrive la Finanza.

Ristoranti diventati trappole per turisti

Le segnalazioni di irregolarità erano diventate sempre più numerose anche attraverso i siti dedicati alla ristorazione: quasi tutti i locali in questione erano diventati “sconsigliatissimi”. A proposito di uno dei ristoranti dietro piazza Navona, uno dei clienti aveva scritto a gennaio su un post pubblico: «Va semplicemente chiuso. L’azienda del turismo di Roma, nell’interesse della città dovrebbe metterlo alla berlina, ma soprattutto dovrebbe scusarsi pubblicamente con tutti coloro che si sono fermati in un posto simile. La crescita del turismo passa anche nel chiudere questi pseudo ristoranti, che stanno aperti solamente per fregare i turisti. Il comune e lo stesso sindaco dovrebbero prendere seri provvedimenti». È arrivata prima la Guardia di Finanza.