E il web riscopre le profezie di Oriana Fallaci: aveva previsto tutto…

Aveva previsto tutto. O forse no. Sul web spopolano parole e immagini di Oriana Fallaci, a poche ore dalla mattanza dell’Isis che ha messo in ginocchio Parigi e devastato il cuore dell’Europa, con la complicità dell’ignavia (mascherata da Grandeur) di monsieur le président, François Hollande. «Parigi è persa: qui l’odio per gli infedeli è sovrano e gli imam vogliono sovvertire le leggi laiche in favore della svaria», è una delle frasi più gettonate della scrittrice fiorentina morta nel 2006, in un crescendo di  citazioni e virgolettati tratti da celebri interviste e libri della giornalista. Facebook e Twitter si rincorrono nell’affrescare le previsioni della Fallaci, aveva ragione lei.

La Fallaci aveva ragione

«Illudersi che esista un Islam buono e un Islam cattivo, ossia non capire che esiste un Islam e basta, che tutto l’Islam è uno stagno e che di questo passo finiamo con l’affogare dentro lo stagno, è contro Ragione. Non difendere il proprio territorio, la propria casa, i propri figli, la propria dignità, la propria essenza, è contro Ragione. Accettare passivamente le sciocche o ciniche menzogne che ci vengono somministrate come l’arsenico nella minestra è contro Ragione», scriveva la giornalista toscana, che partecipò giovanissima alla Resistenza e fu la prima donna italiana a partire per i teatri di guerra come inviata speciale. Venti milioni di copie vendute in tutto il mondo, dodici libri,  dopo l’11 settembre, la Fallaci divenne l’icona (osteggiata e idolatrata senza mezze misure) della crociata contro l’Islam.

La Cassandra contro l’Islam

Parlava di una “Guerra Santa” del mondo islamico contro l’Occidente, troppo tollerante verso un islam, che considerava inaccettabile anche nelle sue espressioni più moderate. Tra i fan più accaniti, ça va sans dire, spicca Matteo Salvini, che propone la lettura obbligatoria dei libri della Fallaci nelle scuole. Non mancano detrattori e commenti ironici del tipo “sarebbe meglio iniziare da quelli di grammatica”. Pasquino 2000 si diverte a ritwittare Roberto Maroni e scrive “Sinceramente a noi, caro Maroni, sta Fallaci hai rotto li cojoni…”.

Troia brucia

Bandiere ideologiche e dotti esegesi a partie è difficile negare che l’Oriana nazionale abbia anticipato in tempi non sospetti le tragiche conseguenze di una sottovalutazione del pericolo islamico e combattuto, armata di penna e taccuino, la scarsa percezione dell’Occidente della minaccia islamica e della perdita di identità della vecchia Euroopa. «Sono anni che come una Cassandra mi sgolo a gridare che Troia brucia. Anni che ripeto al vento la verità sul Mostro e sui complici del Mostro, cioè sui collaborazionisti che in buona o cattiva fede gli spalancano le porte. Che, come nell’Apocalisse dell’evangelista Giovanni, si gettano ai suoi piedi e si lasciano imprimere il marchio della vergogna».