Violenza alle donne, la denuncia Unicef: vittima una ragazza su dieci

Una ragazza su dieci sotto i vent’anni è stata violentata o costretta a subire atti sessuali. Lo ricorda l’Unicef, in occasione della Giornata mondiale contro la violenza alle donne. Fra l’altro, nel 2013 le ragazze hanno fatto registrare quasi i due terzi di tutte le nuove infezioni da hiv tra gli adolescenti dai 15 ai 19 anni; in due terzi dei paesi in cui esiste una disparità di genere nell’istruzione secondaria inferiore, sono le ragazze a rimetterci; nel 2015 si prevede ancora che il 57 per cento dei giovani analfabeti tra i 15 e i 24 anni sia costituito da ragazze. «Abbiamo da poco celebrato il 26esimo anniversario della Convenzione sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza, eppure ancora oggi quasi un quarto delle bambine tra i 15 e i 19 anni denuncia di aver subito violenze fisiche sin dall’età di 15 anni – ha detto Giacomo Guerrera, presidente dell’Unicef Italia –una mancata piena applicazione della Convenzione produce spesso condizioni di profonda vulnerabilità per centinaia di bambine che in questo modo hanno molte più probabilità di subire diverse forme di violenza e vedere così compromesso il proprio futuro».

Molestie alle donne: per il 79 per cento sono avvenute in strada

Il 79 per cento delle donne italiane ha avuto la sua prima esperienza di molestie in strada prima dei 17 anni, il 57 per cento addirittura prima dei 15 anni e il 9 per cento prima dei dieci: è il risultato di un sondaggio effettuato da Hollaback Italia su 1.459 donne dai 18 ai 40 anni. Lo scenario che ne emerge evidenzia quanto sia frequente e diffuso anche nel nostro Paese il fenomeno delle molestie a sfondo sessuale (verbali e non verbali) negli spazi pubblici. Il 50 per cento degli episodi raccontati dalle donne avviene sui mezzi pubblici, per lo più attraverso gesti volgari (41 per cento) o palpeggiamenti (27). La frequenza con cui si è vittima di molestie di giorno è spesso più elevata che di notte (fino al doppio), con più dell’88 per cento delle donne che modifica le proprie abitudini scegliendo percorsi alternativi per recarsi a scuola o al lavoro e prestando attenzione a come si veste (54 per cento).