Usa 2016, Ben Carson svetta tra i repubblicani. Ecco i suoi competitor

L’elettorato repubblicano sembra non avere dubbi: almeno al momento, e con il 29% delle preferenze incorona l’ex neurochirurgo afroamericano Ben Carson come il più gettonato su base nazionale per la nomination del Grand Old Party (Gop). A decretarlo, un nuovo sondaggio Nbc/Wall Street Journal che, tra novità politiche e conferme statistiche aggiunge anche che si tratta della più alta percentuale registrata fino ad ora in questo tipo di rilevamento da un candidato repubblicano.

Ben Carson, il candidato repubblicano più gettonato

E ancora: l’indagine, condotta tra il 25 e il 29 ottobre, quindi sia prima che dopo l’ultimo dibattito tv tra i contendenti Gop, dopo il vertice saldamente occupato da Carson registra un emblematico secondo posto di Dunald Trump con il 23%, mentre Marco Rubio si assesta all’11%, Ted Cruz al 10% e Jeb Bush all’8%. Da notare, poi, che lo stesso “schema”, con l’ex neurochirurgo afroamericano in testa, era emerso in maniera simile in un precedente rilevamento condotto su piano nazionale da New York Times/Cbs, in cui Carson era segnalato a guida del fronte repubblicano con il 26%, mentre Trump figurava al 22%. Le carte sul tavolocambiano, dunque, e al momento il gioco risulta saldamente in mano a Ben Carson, decimo di percentuale in più, decimo in meno.

La carica dei repubblicani vs Hillary Clinton

Un esercito di candidati repubblicani, oltre dieci, è dunque più che pronto a sfidare Hillary Clinton e Bernie Sanders, i pretendenti democratici alla Casa Bianca per il 2016. Ecco chi sono i principali protagonisti dell’ala conservatrice in corsa nella campagna elettorale Usa – e quali i rispettivi punti cardine programmatici – a cominciare proprio dall’attuale “capolista” Carson.

1) Ben Carson: è l’unico afro-americano in gara, 64 anni, ex chirurgo di successo. Carson è (e risulta tale più che mai in questo momento) il volto nuovo dei repubblicani: «Non sarò mai un politico», ama dire, anche se rischia di pagare a caro prezzo le sue frequenti provocazioni estreme. Il suo programma è fortemente conservatore dal punto di vista economico e sociale. In più: Carson è favorevole a una drastica riduzione delle tasse e vorrebbe abrogare la legge sull’aborto. Sul fronte dell’immigrazione, infine, vorrebbe costruire un muro con il Canada.

2) Donald Trump: “Re” newyorchese del mattone, miliardario, star televisiva, a 69 anni ha colto alla sprovvista i repubblicani con il successo crescente incassato soprattutto nella primissima fase della campagna elettorale. Senza temere detrattori e competitor, il vulcanico Trump fa comizi affrontando senza timore anche gli argomenti più scomodi e meno politically correct, incrementando di accuse in accusa, di paradosso in paradossi, il suo personale indice di popolarità, in costante aumento anche quando parla dei messicani «stupratori e spacciatori», o chiede un muro al confine sud del Paese. Al suo fianco la figlia Ivanka e la moglie Melania, ex modella che – è stato scritto anche recentemente – potrebbe diventare la prima first lady ad aver posato nuda.

3) Jeb Bush: la sua è stata una partenza in sordina e un’andatura da crociera quelle sostenute fin qui dall’inizio della campagna elettorale. Eppure quando è sceso in campo l’ex governatore della Florida, 62 anni, sembrava avere la nomination in tasca, pronto a diventare il terzo Bush presidente. Con dietro una potentissima macchina da soldi. Con una moglie messicana e la convinzione della necessità di una profonda riforma dell’immigrazione, Jeb sembra comunque in grado di poter conquistare molti voti dell’elettorato ispanico, sempre più determinante e solitamente schierato con i democratici.

4) Marco Rubio: ex delfino di Jeb Bush, ora lo sfida. Figlio di immigrati cubani, senatore, a 44 anni è il più giovane candidato in corsa. Come Bush è considerato dalla leadership repubblicana possibile anello di congiunzione con gli elettori latinos. Ultimamente è emerso come possibile protagonista delle prossime settimane. Con l’establishment del partito repubblicano che potrebbe vederlo come alternativa proprio allo stesso Bush.

5) Carly Fiorina: ex numero uno di Hewlett-Packard, 61 anni, è l’unica donna in corsa fra i repubblicani. Rivendicando di essere stata alla guida di un gigante tecnologico in un momento storico di trasformazione, Fiorina si propone come «amministratore delegato degli Stati Uniti». Fatica però a spiegare le perdite subìte dal gruppo Hp sotto la sua guida.