La Turchia incassa un tesoro dalla Ue e apre lo spazio aereo alla Francia

La Turchia incassa tre miliardi dall’Ue per fronteggiare la crisi dei migranti, apre il suo spazio aereo a Parigi contro l’Isis e nega le scuse a Mosca per l’abbattimento del jet russo. Il governo di Ankara tiene banco a livello internazionale su più fronti. Come riporta il quotidiano Sabah Turchia e Francia hanno concluso un accordo militare che autorizza i jet di Parigi a sorvolare lo spazio aereo di Ankara per i raid aerei contro l’Isis in Siria. Secondo il giornale è previsto anche l’uso della base turca di Incirlik in casi di emergenza. L’accordo prevede inoltre che la portaerei Charles de Gaulle, inviata dalla Francia nel Mediterraneo orientale per i raid contro il Califfato, possa ricevere supporto logistico dal porto di Tasucu, nella provincia meridionale turca di Mersin. Intanto, restano freddi i rapporti tra Ankara e Mosca dopo l’abbattimento del jet russo. La Russia ha annunciato che interromperà la cooperazione tecnico-militare con Ankara. E da Bruxelles il premier turco Ahmet Davutoglu ha replicato: «Non ci possiamo scusare per aver fatto il nostro dovere».

Accordo Ue-Turchia sui migranti

Turchia sempre in primo piano anche in Europa per la gestione dei migranti: Ankara incasserà dai Ventotto «tre miliardi di euro iniziali». È stato deciso durante il vertice di Bruxelles col premier turco, Ahmet Davutoglu. «La necessità e la natura di questo finanziamento sarà rivista alla luce dell’evoluzione della situazione», si spiega nell’accordo. «Poiché la Turchia ospita oltre 2,2 milioni di rifugiati siriani e ha speso 8 miliardi di dollari, l’Ue sottolinea l’importanza di condividere il carico nell’ambito della cooperazione». Del resto, come ha riferito il presidente del Consiglio europeo, Donald Tusk, soltanto nel 2015 «un milione e mezzo di persone è entrata illegalmente nell’Ue nel 2015, la maggior parte delle quali attraverso la Turchia». Dei tre miliardi, 500 milioni dovrebbero essere stanziati dal bilancio comunitario, e altri 2,5 miliardi dagli Stati membri. I dettagli del finanziamento non sono ancora stati fissati perché molti Paesi non sono d’accordo sulla quota di stanziamento che toccherebbe loro.

Gasparri: non regaliamo soldi ad Ankara

Un accordo che in Italia fa discutere. «Quando la Turchia dialogava con l’Occidente e cercava di svolgere un ruolo positivo e costruttivo – ha affermato il senatore Maurizio Gasparri – forse valeva la pena investire in quel Paese. Ma oggi che Erdogan è ambiguo nei confronti dell’Isis, che sembra usare profughi e clandestini per indebolire il mondo occidentale è davvero assurdo ragalargli tre miliardi di euro per attuare politiche che non farebbe. Dobbiamo chiudere le nostre frontiere, attuare un blocco navale nel Mediterraneo, assumere un atteggiamento più deciso e severo nei confronti dei clandestini di ogni tipo. Non regalare soldi alla Turchia senza alcuna garanzia di un corretto uso di quelle risorse». Il senatore azzurro ha sottolineato che «la stessa Italia parteciperebbe a questo regalo con centinaia di milioni che invece andrebbero subito destinati alle forze di polizia, alle quali Matteo Renzi riserva soltanto una presa in giro. Non si sa ancora come intenda concretamente agire su questo fronte. Non regaliamo soldi alla Turchia, diamoli alle forze di polizia italiane. Diciamolo con chiarezza fin dalla discussione in corso sulla legge di stabilità alla Camera».