«A Tor Pignattara comanda l’Islam». E la reporter è aggredita (VIDEO)

«Tutto questo casino inizia a farmi sorridere..direi che basta parlare di questo pezzo. Andiamo oltre. Ci sono tante cose da raccontare ancora». Con queste parole su Facebook, Monica Raucci, inviata della trasmissione La Gabbia de La7, cerca di ridimensionare la portata di quello che è un vero e proprio linciaggio mediatico nei suo confronti. Tutta colpa di un servizio nel quartiere romano di Tor Pignattara, dove emerge un quadro allarmante e inquietante. I migranti islamici sono i veri e propri padroni del quartiere, con i residenti romani costretti a vivere in una sorta di riserva. E le frasi degli stessi migranti musulmani non lasciano presagire nulla di buono. «Morire per Allah è giusto? È giusto sì», dice uno degli interpellati dalla giornalista. Quello che è successo dopo la messa in onda, è l’esatto contrario di quello che ci si sarebbe aspettato. Per Monica Raucci i buonisti della sinistra hanno avuto parole di insulti e di infamia. La giornalista de La7 ha avuto la colpa di mostrare il lato meno presentabile di quelli che per la Boldrini e la Kyenge sono una risorsa. Da qui insulti e minacce sulla bacheca Facebook della giornalista.

Tor Pignattara e islamisti: le cose che non si potevano dire…

 

Tanto che la stessa Raucci ha provato a spiegare in questi termini la logica del suo servizio: «Mi sono piovute diverse critiche e osservazioni da parte di colleghi che stimo per questo pezzo. Ci ho pensato a lungo, non condivido tutto, ma devo fare autocritica dura. Non avrei mai voluto far passare l’idea che tutti i musulmani sono integralisti e appoggiano l’ Isis, anzi, io la penso in maniera esattamente opposta. E cercavo solo di raccontare le voci di coloro che non condannano apertamente il terrorismo». Argomentazioni che sono servite a poco. Il problema, per i cattivi maestri della sinistra, è rappresentato da chi ha documentato la situazione drammatica nella periferia romana. Una situazione fin troppo simile ad altre periferie degradate d’Italia, troppo simili a quelle periferie parigine o di Bruxelles, dove gli islamisti hanno già avuto il sopravvento.