Terrorismo, prima resa dello sport: annullata la partita Belgio-Spagna

“La vita continua”, “Non dobbiamo cedere ai ricatti”, “Bisogna reagire alla paura”. Ma alla fine le autorità belghe, nonostante gli appelli arrivati dalle autorità politiche e mondiali di tutto il mondo, hanno preferito non rischiare. La partita amichevole di calcio tra Belgio e Spagna prevista per la serata di martedì 17 novembre è stata annullata a causa dell’innalzamento dell’allarme terrorismo a Bruxelles e in tutto il territorio belga.

«Deploriamo profondamente che una partita del genere, un’amichevole tra due squadre così motivate, venga annullata così tardi e capiamo la delusione di molti tifosi. Ma tenuto conto delle circostanze eccezionali non possiamo tuttavia assumerci la responsabilità di qualsiasi rischio per la sicurezza dei nostri giocatori e tifosi», ha detto la Federazione calcio belga.

C’è un terrorista in fuga, a Bruxelles sono in corso blitz nei quartieri più a rischio per la presenza di cellule di fondamentalisti islamici, il clina è teso. Ed ecco che è arrivata la decisione di annullare un evento che avrebbe coinvolto almeno 50mila spettatori. Inizialmente sembrava che l’orientamento comune fosse quello di giocare comunque, malgrado imponenti misure di sicurezza. A tardissima sera la svolta: il centro crisi del Ministero dell’Interno ha espresso, via Twitter, «la raccomandazione ad annullare la partita». Sempre attraverso il social network, le due federazioni calcistiche, prima quella belga e poi quella spagnola, hanno confermato la decisione di non scendere in campo.