Terrorismo, il monito della Cia: «Ulteriori attacchi dell’Isis in cantiere»

«Ci sono ulteriori attacchi dell’Isis in cantiere»: e se ad annunciarlo è il direttore della Cia, John Brennan, il monito acquisisce un valore profetico più attendibile. Più veritiero. Più inquietante. A pochi giorni dal venerdì nero di Parigi, l’intelligence Usa – tra gli altri – esorta a non abbassare la guardia, sottolineando come gli attentati del terroristi islamici vengano pianificati in diversi mesi.

Il monito della Cia: altri attacchi dell’Isis in cantiere

«La loro agenda è uccidere». Quelli dell’Isis sono degli «assassini sociopatici» con una «mentalità contorta» afferma il direttore della Cia Brennan, sottolineando che l’Isis sta usando i «social media per attirare persone sotto il falso marchio della religione». Gli attacchi a Parigi «non sono una sorpresa, sono stati attentamente e deliberatamente pianificati in un paio di mesi. Abbiamo avuto degli allarmi strategici», ha rivelato la Cia: avvisaglie che però, purtroppo, per quanto riguarda la Francia non sono bastate aper mettere in campo una strategia preventiva – o quanto meno difensiva – in grado di tutelare l’incolumità dei 129 morti e dei 150 feriti di venerdì 13. Eppure, ha confermato una volta di più il numero uno della Cia, «lavoriamo senza sosta per prevenire gli attacchi. L’Isis inevitabilmente cerca di attaccare, ma il successo non è certo». Intanto, mentre in tutto il mondo si prova a prevenire – e magari anche ad impedire – la prossima mossa del nemico jihadista, sempre John Brennan, sottolineando come l’Isis abbia «sviluppato un’agenda di operazioni esterne che sta attuando con effetti letali» – gli attacchi a Parigi e l’aereo russo abbattuto in Egitto portano il «marchio del terrorismo» –continua ad esortare la comunità internazionale a «impegnarsi urgentemente» a un «livello senza precedenti» di coordinamento di intelligence e diplomazia.

Alabama e Michigan non accoglieranno profughi siriani

E non si sono aftte attendere le prime ripercussioni negli Stati Uniti dopo gli attentati di Parigi. I governatori dell’Alabama e del Michigan hanno dichiarato che i loro Stati non accoglieranno i rifugiati siriani che fuggono dal conflitto nel loro Paese. Una sfida all’amministrazione Obama che ha annunciato che in Usa è previsto l’arrivo di 10.000 profughi siriani nel 2016. Nel sottolineare la «ricca storia di immigrazione» del Michigan, il governatore Rick Snyder sostiene infatti che «la nostra priorità è proteggere la sicurezza dei nostri cittadini», e ancora, «di non voler essere complice di una politica che pone i cittadini in pericolo». Parole, quelle di Snyder, a cui hanno fatto eco quelle del governatore dell’Alabama, Robert Bentley, che ha sottolineato come lo Stato abbia rafforzato le misure di sicurezza dopo gli attacchi di Parigi. Non solo: a chiedere il blocco del previsto afflusso di profughi in Usa sono stati anche i candidati alla nomination repubblicana per le presidenziali.