Strage in un consultorio di Colorado Springs: tre morti. Arrestato il killer

Terrore in un consultorio di Colorado Springs. Ancora una strage della follia omicida. Ancora un killer armato pronto a sparare all’impazzata su bersagli inermi. Ancora morti e feriti senza un perché: è di tre vittime il tragico bilancio del lungo assedio a Colorado Springs dove per cinque ore un uomo armato è rimasto barricato nella sede di un consultorio per la pianificazione familiare, prima di venire catturato vivo dalla Polizia. Si era parlato dapprima di feriti, 11 in tutto tra cui cinque agenti di Polizia. Ma col passare delle ore negli Stati Uniti cominciano a circolare le prime indicazioni di possibili vittime, dopo che l’ufficio del procuratore generale cita su Twitter la «tragica perdita di vita».

Strage al consultorio di Colorado Springs

Ancora qualche tentennamento, ma poi l’inevitabile conferma delle autorità locali: i morti sono tre, un agente di polizia e due civili. La zona rimane presidiata dalle forze dell’ordine, che hanno eseguito una accurata perquisizione dell’edificio allo scopo di verificare, stanza per stanza, che il pericolo sia davvero neutralizzato. Che non vi siano armi sul posto, o ordigni, o ancora feriti o vittime. Le autorità restano caute e continuano a centellinare le informazioni, così come hanno fatto per tutta la giornata di venerdì, comprese quelle che potrebbero servire a delineare un profilo del killer e il movente che lo ha indotto ad armarsi e uccidere dopo un assedio durato molte ore, nel corso del quale non è ancora chiaro se il sospetto avesse tenuto persone in ostaggio. Le uniche notizie che sono trapelate riguardo il killer – originario del North Carolina – sarebbero quelle secondo cui l’uomo si chiama Robert Lewis Dear e ha 59 anni, e che ha ucciso tre persone in un consultorio di Colorado Springs dove è rimasto barricato per cinque ore prima di essere fermato dalla polizia. Lo riferiscono fonti vicine alle indagini alla Cnn senza fornire altri dettagli. E ancora: quello che emerge dal blitz che ha portato al suo arresto è che  l’uomo sarebbe stato localizzato grazie alle telecamere di sorveglianza. La paura ha però dominato a lungo, nonostante la massiccia presenza delle forze dell’ordine sul posto fin da subito, appena segnalata poco prima di mezzogiorno ora locale la presenza di un uomo armato nel cuore di una zona commerciale particolarmente trafficata per il Black Friday, il giorno dei saldi.

Il lungo assedio

E mentre la neve cominciava a fioccare copiosa la situazione veniva descritta come ancora «attiva» ore dopo con spari che continuavano ad esplodere. Ad accrescere ancora la tensione la natura del luogo al centro dell’assedio: si tratta di una sede del programma noto come Planned Parenthood, di fatto una struttura medica dedicata alla pianificazione familiare e che è spesso bersaglio delle critiche del movimento “pro vita”, in quanto pratica aborti. Di più: quel consultorio di Colorado Springs in particolare è anche regolarmente al centro di accesi scontri tra esponenti politici, animati tra chi difende la validità del programma e chi lo addita come illegittimo: tra questi ultimi principalmente conservatori repubblicani. Un tema ricorrente anche nei dibattiti tra i candidati nella corsa per la Casa Bianca in vista per le presidenziali 2016, con la democratica Hillary Clinton che ha sempre risposto difendendo a spada tratta Planned Parenthood e gli strumenti che fornisce, e i movimenti anti-abortisti, pro vita, schierati con i conservatori a stelle e strisce.