Spese pazze nelle Marche, in 66 a processo. La sinistra comprava libri sull’orgasmo

Si chiama Raffaele Bucciarelli, è un esponente del Pdc-Prc (Federazione della sinistra) e ha un piccolo grande record: da politico studiava tanto, perfino il piacere femminile, al punto da aver acquistato un testo specifico, del quale ha chiesto puntualmente il rimborso al suo gruppo: 16,80 per il libro “Il segreto delle donne, viaggio nel cuore del piacere”. Eccone una illuminante recensione di Panorama: «Le donne preistoriche provavano l’orgasmo? Sapevate che il vibratore è nato come uno strumento terapeutico per curare le donne dall’isteria e dalle nevrosi? O che l’orgasmo è un ottimo metodo per far smettere il singhiozzo? E ancora, le femmine degli animali lo fanno solo per riprodursi o sperimentano anche il piacere? Perché alcune donne fingono? Sono solo alcuni degli aneddoti e delle curiosità che hanno reso il libro un evento all’ultima Fiera di Francoforte…». Raffaele Bucciarelli è solo uno dei 66 rinviati a giudizio dalla Procura di Ancona, che ha chiuso l’inchiesta sulle presunte “spese pazze” per 1,2 milioni del Consiglio regionale fra il 2008 e il 2012, chiedendo il rinvio a giudizio di tutti gli indagati, 61 politici e 5 funzionari. L’udienza preliminare davanti al Gup è fissata per il 18 gennaio. Fra gli indagati anche due assessori in carica.

Spese pazze a sinistra

Gli assessori che rischiano il processo sono Moreno Pieroni (del Psi-Uniti per le Marche), assessore alla Cultura e Turismo, e l’assessore all’Ambiente Angelo Sciapichetti (Pd). I magistrati hanno chiesto il giudizio anche per l’ex governatore Gian Mario Spacca, l’ex presidente del Consiglio regionale Vittoriano Solazzi, entrambi eletti con il Pd ma poi passati a Marche 2020, l’ex consigliere e attuale segretario regionale del Pd Francesco Comi, vari consiglieri rieletti nella nuova legislatura. I reati ipotizzati sono peculato o concorso in peculato, per spese ritenute non congrue con l’attività istituzionale: pranzi e cene con sostenitori, onomastici e compleanni festeggiati con i familiari, rimborsi chilometrici “taroccati”, consulenze, regali di Natale, ricariche telefoniche e stampe di manifesti. Migliaia gli scontrini passati al setaccio dalla Guardia di finanza di Ancona, in un’inchiesta cominciata nell’ottobre del 2012, con le prime acquisizioni documentali condotte dalle Fiamme gialle nei palazzi della Regione. Fra le spese più curiose, quel “segreto delle donne”.