Sos sicurezza: Varese, l’ordinanza di vietare il burqa passa al Prefetto

Velo islamico al bando: ovunque. E dopo la sentenza della Corte europea dei diritti umani che appena un anno fa ha dato ragione alla Francia, confermando che la legge che vieta di nascondere integralmente il viso – e di fatto di indossare il burqa – non viola il diritto alla libertà di religione, né quello al rispetto della vita privata. Dopo il divieto di indossare indumenti o accessori che coprano il volto, definitivamente emanato nel cantone svizzero del Ticino e, soprattutto, dopo gli attentati del 13 novembre a Parigi, vietare il burqua diventa un’ordinanza anche a Varese: il provvedimento, ora nella mani del Prefetto, non è più solo una questione culturale o una necessità sociale imposta dall’integrazione, ma assume i contorni – a questo punto – di un importante discrimine per la sicurezza.

Divieto di indossare il burqa

E così, dalla Francia all’Italia, passando per i territori elevetici, l’iniziativa di vietare il burqa prende piede anche a Varese dove la proposta di divieto di indossare il velo islamico è stata accolta con favore dal centrodestra, e per esempio, come riportato da il Giornale nelle scorse ore, tra gli altri «il consigliere comunale Piero Gasparoli preme perché il “divieto di velo” venga inserito nel regolamento della polizia locale varesina: “Veli e mascheramenti non fanno parte della nostra tradizione culturale, rappresentano un problema per la sicurezza e c’è poi una questione di rispetto nei confronti della donna” attacca il consigliere». Un provvedimento contro il velo islamico al vaglio, che ora attende una valutazione nel merito del Prefetto di Varese Giorgio Zanzi, al quale il sindaco Attilio Fontana ha trasmesso l’ordinanza, approvata nel gennaio scorso in consiglio comunale, per vietare l’uso del burqa nei luoghi pubblici o aperti al pubblico. Il prefetto, allora, da parte sua ha già dichiarato di non poter «esprimere alcun giudizio perché non ho ancora avuto modo di leggere il documento; lo valuterò con la dovuta attenzione: il tema è ovviamente correlato a quanto sta accadendo in questo momento storico». «Viviamo nel giusto livello di preoccupazione ma non ho evidenze di situazioni di allarmismo particolare», ha aggiunto il Prefetto, ricordando che a Varese ci sono comunità islamiche storiche «che conosciamo bene» e dunque – ha detto Zanzi – «anche a loro cerchiamo di garantire la sicurezza».

Varese, l’ordinanza sul velo islamico

Intanto, dopo l’approvazione della mozione del centrodestra a seguito di giornate di bagarre e discussioni polemiche – che come al solito hanno offerto ad avversari politici e semplici detrattori l’occasione di brandire l’immancabile spada del politically correct – a Varese è caos: in barba alla sicurezza. Al rispetto delle tradizioni culturali locali. Agli obblighi di integrazione e a quanto ribadito a suon si sentenze da Strasburgo. Eppure, neanche la bagarre impedisce al sindaco di professare fiducia e ottimismo: il primo cittadino di Varese, infatti, conta su un’approvazione rapida in modo da far entrare in vigore l’ordinanza in poche settimane. «La mozione è passata con venti voti favorevoli, sette astensioni e uno solo contrario – spiega Attilio Fontana – sono stato sollecitato a procedere e ho inviato la bozza dell’ordinanza al Prefetto affinché possa valutarla e spero che non vi saranno opposizioni. Il periodo che viviamo ci obbliga a tenere conto della necessità della sicurezza dei cittadini e non è una valutazione politica, ma un’esigenza rafforzata anche dall’analisi fatta dal Procuratore Aggiunto di Venenzia Carlo Nordio. Non mancheremo di dialogare con le comunità islamiche presenti sul territorio –ha concluso – anche in questo senso».