Sinai, si rafforza l’ipotesi attentato: un bagliore sul radar ed elementi estranei

È stato intercettato in aria il lampo di calore rilevato dal satellite a infrarossi Usa al momento dell’incidente dell’aereo russo nel Sinai. A riferirlo sono stati funzionari del Pentagono alla Cnn, spiegando che quindi che è escluso che l’aereo sia stato abbattuto da un missile, mentre «l’opzione su una possibile bomba rimane aperta». È stata poi l’agenzia russa Tass a rivelare, citando una fonte del Cairo, che sul luogo in cui si trovano i resti dell’aereo sono stati rinvenuti degli «elementi che non hanno a che fare con la struttura del velivolo».

Al via l’analisi delle scatole nere

Dettagli su quello che può essere successo si attendono dall’analisi delle scatole nere, che secondo quanto riportato dalla stampa egiziana sarebbe iniziata al Cairo, dove è arrivato anche il capo del Comitato investigativo russo, Aleksandr Bastrikin. Intanto continuano a inseguirsi le indiscrezioni sugli elementi o anche solo sulle ipotesi investigative, fra le quali si segnala quella di «una fonte ben informata sui fatti al Cairo» citata dall’agenzia russa Interfax, secondo la quale «nelle registrazioni suoni non caratteristici di un volo normale precedono il momento della sparizione dagli schermi dei radar dell’aereo». Resta in piedi, ma diventa più fragile, quindi, l’ipotesi che alla base del disastro vi possa essere stato un incidente, come ancora in mattinata ribadivano fonti della commissione internazionale che studia le scatole nere, citate dal portale internet Al-Masri Al-Youm e riprese dalla Tass. Fonti che hanno parlato di «un guasto dentro l’aereo che ha portato a un danneggiamento della parte destra dalla coda».

Ma al-Sisi frena sull’Isis: «Pieno controllo sul Sinai»

Il presidente egiziano Abdul Fattah al-Sisi però frena sull’ipotesi che dietro il disastro vi sia l’Isis e ha bollato come «propaganda» le rivendicazioni arrivate dai militanti del Califfato. «È un modo per danneggiare la stabilità e la sicurezza dell’Egitto e la sua immagine», ha detto parlando con la Bbc e assicurando che «la situazione in Sinai, soprattutto in quell’area, è sotto il nostro pieno controllo». Quindi, al-Sisi ha invitato a non giungere a conclusioni affrettate, sottolineando che «tutti coloro che sono interessati alla vicenda sono i benvenuti nell’inchiesta».