Sicignano: “C’è un’emergenza furti e rapine, potrei impegnarmi in politica”

“Io ragiono d’istinto, per ottenere un risultato penso che potrei impegnarmi in politica in prima persona ma non posso decidere oggi, io vedo già che ci sono dei privati che mi appoggiano, non mi interessa un colore politico, potrebbero anche chiamarmi per un appoggio esterno”. Questa l’esternazione di Francesco Sicignano, il pensionato che lo scorso 20 ottobre ha ucciso un ladro albanese, Gjergi Gjonj, a Vaprio d’Adda (Milano) che ha manifestato la sua intenzione di scendere in campo in un’intervista per la trasmissione Iceberg di Telelombardia, che ne ha anticipato una parte. “Per il momento – ha detto Sicignano nel corso dell’intervista – mi sento di fare un appello al ministro dell’Interno Alfano: lui oggi ha un potere, deve avere il coraggio e gli attributi per reagire a questa emergenza, bisogna dichiarare l’emergenza furti e rapine – ha aggiunto – Alfano abbia il coraggio di mettere in campo l’esercito perché le forze dell’ordine non possono più farcela da sole”.

Sicignano è ormai un simbolo della battaglia per la difesa sempre legittima

Dopo la tragica serata in cui aveva sparato, Sicignano è stato indagato per omicidio volontario e il suo caso ha spaccato in due il Paese. Il pensionato è divenuto simbolo di quella parte d’Italia che ritiene legittima la reazione contro la criminalità e che è stanca di subire nell’indifferenza della politica e delle istituzioni: numerose manifestazioni sono state indette dalla Lega davanti ai tribunali all’insegna dello slogan “la difesa è sempre legittima”. Una proposta di legge per tutelare questo principio è stata presentata nei giorni scorsi da FdI (primo firmatario Ignazio La Russa). Ora c’è una disponibilità di Sicignano a “scendere in campo” per impegnarsi con l’obiettivo di una maggiore sicurezza: l’agguerrito pensionato, dunque, non fa passi indietro e non si mette sulla difensiva.