Schengen, gli Stati Ue chiedono di blindare le frontiere esterne

Rivedere Schengen, prevedendo controlli alle frontiere esterne per tutti, anche per i cittadini europei. È la richiesta dei ministri dell’Interno dell’Ue alla Commissione, avanzata principalmente dalla Francia, ma condivisa dagli altri Stati membri.

La richiesta di rivedere Schengen per le frontiere esterne

In particolare, secondo fonti diplomatiche, il consiglio Interni riunito a Bruxelles chiede la revisione dell’articolo 7.2 del codice di Schengen in modo che i controlli alle frontiere esterne, oggi possibili, diventino obbligatori. La questione sarà affrontata in maniera più articolata al prossimo consiglio Interni, che si terrà il 4 dicembre, ma secondo le indiscrezioni la discussione si svolgerà entro un perimetro già ampiamente tracciato: quello dei “controlli per tutti”, appunto. È stato sgombrato il campo, invece, dall’ipotesi circolata nei giorni scorsi di una mini-Schengen ovvero del mantenimento di una libera circolazione che prevedesse però l’esclusione di Italia, Grecia e Paesi dell’Est sarebbero. L’idea era stata affrontata dal governo olandese e di altri Stati, tra cui la Germania. Ma il dibattito si era svolto nei giorni precedenti gli attacchi di Parigi ed era tutto centrato sul tema dell’emergenza immigrazione. Inoltre, non vi era stata alcuna formalizzazione alla Commissione Ue, passaggio che invece si prevede per la revisione del meccanismo dei controlli alle frontiere esterne.

Parigi chiede di blindare anche i confini interni

«Il nostro Paese è stato ascoltato. Sono state decise misure forti e operative da mettere in campo entro l’anno», ha confermato il ministro dell’Interno francese Bernard Cazeneuve alla conferenza stampa di fine lavori del consiglio Interni, aggiungendo che «la Francia manterrà i controlli alle sue frontiere fino alla fine della crisi terroristica, questo per motivi di sicurezza, per tutelare i francesi». Il titolare degli Interni francese ha quindi parlato della necessità di un sistema di controlli a 360 gradi, dal rafforzamento dei mezzi di Frontex, e quindi del controllo dell’immigrazione clandestina, al presidio delle frontiere interne, «perché i terroristi le attraversano», fino alla facoltà di controllare i dati sulla base del Sistema informativo Schengen (Sis), l’unico strumento che assieme al Pnr, il registro dei passeggeri dei voli, «permette di tracciare i terroristi e neutralizzarli». «Non c’è tempo da perdere, bisogna agire con urgenza», ha sollecitato Cazeneuve, per il quale «il Pnr Ue deve essere approvato entro fine anno e la conservazione dati dovrà avere la durata di almeno un anno, e non un mese come, era stato scritto nel testo del Parlamento».