Sassari, gli immigrati di un centro di accoglienza battono cassa

Lamentano di essere troppo lontani dal centro cittadino e di ricevere i sussidi in ritardo; dicono che la sistemazione è inadeguata e la mensa non adatta. Insomma, agli immigrati ospitati in un centro di Cargeghe, nel Sassarese, non va bene nulla del modo in cui sono accolti in Italia. E per questo hanno deciso di manifestare, occupando il centro del piccolo comune sardo diventato la loro nuova casa.

Per gli immigrati 3 chilometri dal centro urbano sono troppi

Gli immigrati, una sessantina, sono ospitati in capannoni industriali convertiti in centro di accoglienza, lungo la Statale 131. La struttura che li ospita si trova a 3 chilometri a piedi dal centro della cittadina. Si tratta grosso modo di mezz’ora di passeggiata, ma sia loro sia il sindaco di Cargeghe pensano che sia troppo. «Si tratta di una sistemazione totalmente inadeguata, sono abbandonati in mezzo al deserto, intorno a loro non c’è niente», ha sostenuto Salvatore Oggiano, primo cittadino di una comunità che conta meno di 700 anime. Per arrivare a Sassari, poi, gli immigrati devono prendere i mezzi pubblici e anche questo, a quanto pare, è troppo: «A queste condizioni anche per noi, che esprimiamo massima solidarietà nei loro confronti, diventa difficile adoperarci per qualsiasi azione che favorisca la loro integrazione», ha detto ancora il sindaco, secondo il quale «le politiche messe in campo in questo ambito sono completamente sbagliate».