Tra la “cosa rossa” e la “cosa nera”, Ncd la “cosa giusta”. Alfano delira

Tra la “Cosa rossa” e la “Cosa nera” ecco Alfano che si proclama alfiere della “Cosa giusta”. Tra una banalità e l’altra, il leader senza quid ci regala un’altra gemma della sua sapienza politica. Anzi, questa volta supera se stesso, dando sfoggio di una impareggiabile analisi politologica. Lui, l’uomo nato, cresciuto e pasciuto alla corte di Arcore, il ventriloquo del Cavaliere che vedeva la sinistra con il fumo negli occhi e che, quando lasciò la casa madre per soccorrere i governi concepiti nelle stanze quirinalizie a dispetto degli elettori, giurò che il suo cuore continuava a battere a destra, che il Nuovo centrodestra era nato, appunto, per costruire l’alternativa a Renzi e alla sinistra, che l’impegno nel governo con l’ex sindaco di Firenze sarebbe stato temporaneo, giusto il tempo necessario a rimettere in piedi il Paese e fare le riforme. Lui, che ora passa i giorni a contare i vecchi amici che lo abbandonano, che se ne vanno, che lasciano il partito, ridotto ad un club di riservisti affetti da poltronite acuta. Lui che al Viminale i poliziotti (e non solo loro) giudicano come il peggior ministro dell’Interno nella storia della Repubblica. Sì, proprio Lui, Angelino Alfano, ora si mette a dare lezioni agli altri, a fornire patenti, esaltando le sue metamorfosi, quel saltellare gioioso alla corte di Renzi che lo sta rendendo ridicolo agli occhi degli italiani. Non si accorge, il tapino, della progressiva marginalità cui è ridotto, con un partito contratto, anemico, numericamente ininfluente. Da quelle parti (di Renzi) ormai conta più Verdini che lui. Il ché è tutto dire. Altro che “cosa giusta”! “A Roma è nata la ‘cosa rossa’, da reduci del Pd che hanno fatto un partito a sinistra con un restyling della falce e martello stilizzata. Sul palco di Bologna è nata ‘la cosa nera’, che ha come simbolo la ruspa. Noi siamo la ‘cosa giusta’ che ha come simbolo mattoni che, uno sopra l’altro, stanno costruendo una nuova Italia fatta di futuro”. Sproloquia il leader Angelino Alfano. Più di un ruolo, ora ha bisogno di un posto. Nella casa di Renzi, ovviamente. E’ lì che sta portando i mattoni. Ha ragione Brunetta. Se la sua è la cosa giusta, cominci a togliere la “d” di Destra dal simbolo. E’ questione di decenza.