In manette due rom: avevano segregato e violentato una ragazza

Hanno segregato per tre mesi una ragazza cercando di costringerla a prostituirsi e violentandola. Con queste accuse, la squadra mobile di Catanzaro ha arrestato in esecuzione di un provvedimento del gip due cugini di etnia rom, di 35 e 40 anni, per sequestro di persona, violenza sessuale e riduzione in schiavitù. È stata la giovane, anche lei appartenente alla comunità rom, a denunciare agli agenti le violenze subite dal convivente e dal cugino. La ragazza era andata a convivere con uno dei due in un appartamento preso in fitto in un villaggio. Qui, secondo quanto ha denunciato alla polizia circa un mese fa, l’uomo avrebbe cercato di farla prostituire fissandole un appuntamento con un cliente. Al suo rifiuto sarebbe stata percossa e minacciata, anche con un’arma. La giovane ha quindi raccontato di avere subito una serie di violenze sessuali da parte del convivente e del cugino, andate avanti dall’agosto scorso sino a metà ottobre. Riuscita a liberarsi dalla sorveglianza dei due, la donna si è quindi recata alla polizia raccontando quanto avvenuto facendo scattare le indagini coordinate dalla Procura della Repubblica.

I due cugini rom sono già noti alle forze dell’ordine

I due cugini rom sono già noti agli inquirenti: uno per reati contro la persona e il patrimonio oltre che per fatti legati ad armi e stupefacenti; l’altro per vicende di droga. Gli agenti della squadra mobile catanzarese li hanno rintracciati fuori dalle loro abitazioni, dopo alcune ore di ricerche concentrate nella zona sud della città, nei quartieri dove vive la comunità nomade. Nel contesto dell’indagine la donna aveva denunciato a più riprese agli investigatori la violenza sessuale che i due uomini, ognuno a suo modo, le avevano inflitto.