Renzi non la pensa come Hollande: «No a leggi speciali»

Il premier italiano di centrosinistra, davanti alla minaccia del terrorismo, parla un altro linguaggio rispetto al presidente francese, socialista. “Escludo nel modo più categorico una modifica costituzionale su questi temi”, dice Matteo Renzi a SkyTg24. “Non credo che la priorità siano leggi speciali. Non escludo però modifiche normative” per rafforzare l’azione dell’intelligence. “Siamo di fronte ad un momento di difficoltà ma siamo anche un grande paese e abbiamo vinto la sfida del terrorismo interno e della mafia. L’Italia ha mille difficoltà ma anche una straordinaria forza di reazione”. E poi una frase che lascia un po’ sconcertati: “Non bisogna correre il rischio dell’isteria e neanche della sottovalutazione”. Renzi non chiarisce però qual è la linea di confine tra l’isteria e la seria preoccupazione .

Per quanto riguarda l’impegno dell’Italia Renzi afferma che non bisogna commetetre “l’errore di intervenire militarmente e andarsene: io una Libia-bis non la voglio. Le reazioni di pancia non servono”. L’Italia “sta già partecipando in molte missioni internazionali”. “Si dice andiamo e bombardiamo, ma prima accordiamoci su chi bombardiamo perché la frammentazione in Siria ha portato ad una serie di interventi slegati da una visioni unitaria, bisogna capire prima come esci dal pantano in Siria”. Renzi riferisce anche che l’Italia ha collaborato all’eliminazione del tagliagole più tristemente famoso dell’Isis. “Per individuare Jihadi John  l’Italia ha collaborato con i suoi uomini, quando è stato chiaro che il boia era quell’uomo è stato chiaro anche per il lavoro che ha fatto l’Italia”.

“Dal punto di vista tecnico, per come funziona la Costituzione, –  dice poi – l’Italia può mandare gli aerei in Iraq perché c’è un governo che lo chiede, e non in Siria. Ma al di là degli aspetti costituzionali che sono molto importanti, la riflessione è più ampia: il tema non è per reazione bombardiamo, lavoriamo insieme sull’obiettivo”. Renzi condivide infine anche  la proposta di Vladimir Putin di una grande coalizione contro l’Isis come ai tempi di Hitler. “Può amare la guerra fredda solo chi non l’ha conosciuta: l’atteggiamento anti-russo in Europa non porta da nessuna parte. La posizione italiana è di pieno sostegno e amicizia agli americani, con cui abbiamo una fraterna cooperazione, ma chiediamo anche di riportare la Russia al tavolo. Oggi è una posizione maggioritaria: meglio tardi che mai. E’ finalmente la posizione degli europei e anche di Obama”.